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Roma: 69a sessione plenaria del Comitato delle Regioni. Dichiarazioni per L’Europa

Si è svolta a Roma venerdì 23 marzo 2007 la 69a sessione plenaria del Comitato delle Regioni, l’assemblea politica dell’Unione europea che rappresenta gli enti locali e regionali dal 1994.
L’evento, svoltosi nella capitale italiana per celebrare il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma e presenziato dal Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napoletano, ha avuto luogo nella cornice dell'Auditorium Conciliazione, su invito del Presidente della regione Lazio Piero Marrazzo, ed è stato presieduto dal Presidente del CdR Michel Delebarre.
Presenti il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il Presidente del Consiglio italiano Romano Prodi, il vice primo ministro e ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn, il ministro degli Esteri italiano Massimo D'Alema, il commissario europeo responsabile della politica regionale Danuta Hübner, il ministro per gli Affari europei della Repubblica federale di Germania Günter Gloser, il segretario di Stato agli Affari europei spagnolo Alberto Navarro e i sindaci di Roma, Varsavia, Istanbul, Stoccolma, Lussemburgo, Maastricht e Lione, oltre ai presidenti della Catalogna, della Toscana e dell'Aquitania.
Riportiamo di seguito le dichiarazioni espresse nel corso della sessione:


“Noi membri del Comitato delle regioni, rappresentanti eletti dei territori, delle città e delle regioni europee, riconoscendo l'inestimabile contributo dato dall'Unione europea negli ultimi cinquant'anni alla pace, alla democrazia e alla prosperità ed essendo fieri di avervi concorso, ricordiamo solennemente ai nostri cittadini:

• che tutti i giorni beneficiano di un ampio spazio di stabilità economica e monetaria privo di frontiere, nel quale possono circolare, studiare, formarsi, lavorare e consumare in condizioni di libertà e di sicurezza,
• che i progressi della democrazia, la sua estensione e lo sviluppo del nostro modello sociale offrono loro possibilità incomparabili di realizzazione personale e collettiva nella vita familiare, professionale e sociale,
• che l'integrazione europea, basata sui principi di cooperazione e di partnership e sullo Stato di diritto, permette loro di godere di condizioni di vita sicure e rispettose dell'ambiente, additate come esempio nel mondo intero,
• che la politica di coesione economica e sociale, moderna espressione della solidarietà europea, ha contribuito a dar loro gli strumenti per accrescere il loro tenore di vita e per accedere, in ogni regione e città, a servizi pubblici di qualità nei settori dell'istruzione, della sanità e dei trasporti,
• che beneficiano del rispetto della diversità culturale e linguistica e del riconoscimento dell'identità locale e regionale.

Nell'intento di dare una risposta ambiziosa alle attuali domande e aspettative degli Europei, specialmente dei più giovani, in relazione alla costruzione europea, indichiamo come prioritari i seguenti obiettivi:

• la promozione dei valori europei, fra i quali il rispetto dell'essere umano, delle sue libertà, dei suoi diritti e della sua dignità, i principi di solidarietà e responsabilità, lo Stato di diritto e l'uguaglianza di fronte alla legge, la diversità culturale, il consolidamento del modello sociale europeo, lo sviluppo dell'autonomia locale e della società civile, in modo da porre le basi per un patto di fiducia tra l'Unione, i suoi vari livelli di governo e i suoi cittadini e fissare i punti di riferimento di un'identità collettiva europea,
• il completamento del mercato interno in una logica di sviluppo sostenibile, equità e inclusione, attingendo maggiormente alla ricchezza territoriale dell'Europa e alla sua diversità,
• l'approfondimento democratico della vita politica dell'Unione, grazie a elezioni europee basate su chiare linee programmatiche e di bilancio e all'intensificazione dei rapporti tra le assemblee democraticamente elette di ogni livello,
• l'adeguamento delle competenze comunitarie nei settori in cui i cittadini apprezzano e avvertono con chiarezza i vantaggi legati a un approccio europeo, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di prossimità.

In qualità di rappresentanti dei luoghi di esercizio della democrazia e della solidarietà di prossimità, nonché spazio di progettualità e base per la formazione di un'identità culturale, siamo convinti che il decentramento e la governance a più livelli sono tra i modi migliori per progredire nell'integrazione europea e evitare l'illanguidimento, la paralisi o la frammentazione dell'Unione europea. Siamo pronti ad impegnarci collettivamente perché l'Europa diventi un'entità politica forte alla quale i nostri cittadini saranno fieri di appartenere, che ispirerà loro fiducia nel futuro e nei rapporti con il resto del mondo.

In questa prospettiva abbiamo la ferma intenzione di:

• continuare a contribuire alla creazione di un'unione sempre più stretta tra i popoli d'Europa, pur nel rispetto delle diversità e delle identità regionali e locali,
• mantenere un dialogo diretto con i nostri cittadini sulle conquiste dell'Europa e sulle sfide future, e affermare il ruolo del Comitato delle regioni nel processo decisionale comunitario,
• mettere in comune risorse finanziarie e umane come complemento delle politiche europee su questioni fondamentali per i cittadini (come per esempio, il riscaldamento climatico), allo scopo di sviluppare approcci comuni efficienti, solidi e sostenibili,
• valorizzare e condividere l'esperienza già acquisita nelle nuove forme di partecipazione dei cittadini, di sfruttamento culturale ed economico del potenziale territoriale, di gestione della diversità e di cooperazione territoriale nell'Unione e nel mondo,
• sostenere i capi di Stato e di governo perché si giunga a una rapida conclusione del processo costituzionale e dell'indispensabile riforma dei Trattati, senza rimettere in discussione i risultati positivi ottenuti dagli enti territoriali, soprattutto in relazione al controllo di sussidiarietà e alla coesione territoriale dell'Unione europea.”

Fonte: ufficio stampa Presidenza Regione Lazio

 

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