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Stop Cluster Bombs: ad
Oslo la conferenza internazionale contro le bombe a grappolo
Uno storico processo per la messa al bando delle cluster bombs, ha avuto inizio
a Oslo durante la conferenza internazionale promossa dal Governo norvegese alla
quale hanno partecipato 49 Stati.
Le cluster bombs sono micidiali ordigni «a grappolo» che con l'esplosione
lanciano in un raggio di diverse centinaia di metri un gran numero di proiettili
di dimensioni minori. Si tratta di bombe i cui effetti sono particolarmente
letali, sia perché non è possibile stabilire con precisione dove andranno a
finire i proiettili sparati in ogni direzione, sia perché molti restano
inesplosi e rischiano di provocare in un secondo momento vittime e feriti
soprattutto tra la popolazione civile.
I paesi che hanno preso parte alla conferenza hanno concordato una dichiarazione
d’intenti che impegna entro il 2008 gli Stati a concludere un nuovo trattato che
proibisca le munizioni cluster che causano danni inaccettabili ai civili. Tra
gli Stati riuniti a Oslo, solo Giappone, Romania e Polonia non hanno
sottoscritto questa dichiarazione.
Secondo Thomas Nash, coordinatore della Coalizione per la messa al bando delle
cluster bombs, “la Comunità internazionale ha compiuto oggi uno storico passo
per mettere fine una volta per tutte alle cluster bombs. Gli intenti comuni e il
senso di urgenza della conferenza ci fanno sperare che entro il 2008 ci sarà un
nuovo trattato sulle munizioni cluster”.
Gli Stati coinvolti hanno anche stabilito il calendario dei prossimi
appuntamenti per portare avanti questo processo: Lima a Maggio, Vienna a
Novembre e Dublino all’inizio del 2008.
Il gruppo dei 46 stati che hanno sottoscritto la dichiarazione comprende
produttori, utilizzatori e paesi che detengono stock di munizioni cluster. Tra
questi anche paesi colpiti da cluster bombs come Afghanistan, Libano e Siria.
Secondo Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna italiana contro le Mine,
"visto questo incoraggiante risultato sarebbe adesso auspicabile che i singoli
paesi procedessero con la rapida approvazione delle leggi nazionali di messa al
bando oppure con una moratoria delle munizioni cluster, come fatto dall'Austria.
E in attesa di questa definizione del trattato si potrebbe optare per una
moratoria multilaterale come auspicato dall’Italia”
Durante la Conferenza governativa si è tenuto inoltre il Forum della società
civile con la presenza di circa 100 partecipanti provenienti da Ong di tutto il
mondo. Ciò sottolinea la crescente determinazione da parte della società civile,
affinché si arrivi alla conclusione di un nuovo trattato.
Fonte: Campagna italiana contro le mine Onlus - 2007
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