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“Ukraina in Europa”:  immigrati e cittadini “mecenati”

Le cinque donne ucraine di “Ukraina in Europa “ che da immigrate portano sollievo e speranza per il futuro ai bimbi di Cernobyl, quelli orfani e malati che vivono negli Istituti Statali Ucraini, gli internati. La loro struttura è un’Associazione di promozione sociale, italiana e iscritta nei registri della Regione Lazio, collabora con successo con il Comitato Minori Accolti del nostro Ministero della Solidarietà e con il Ministero della Gioventù e Sport dell’Ucraina. Da più di due anni organizza e realizza progetti per il soggiorno estivo di minori affetti da patologie generate dall’esposizione alle radiazioni  nucleari – campi di salute gratuiti per orfani di Cernobyl. Sono giunte in Italia una decina di anni or sono, sono tutte e cinque donne, sono di nazionalità ucraina e vengono dalle province occidentali del Paese, sono arrivate in Italia alla spicciolata. L’arrivo non fu certo incoraggiante, entrate ufficialmente per un viaggio di piacere, ma palesemente come disperate in cerca di un lavoro, che consentisse loro di ottenere uno stipendio migliore di quello offerto dalle autorità del loro Paese. Pronte a rischiare di restare clandestinamente nella penisola pur di non rinunciare al miraggio di una condizione serena ed appagante, hanno ottenuto tutte regolare permesso di soggiorno, chi addirittura dopo tanti anni di lavoro onesto la carta di soggiorno. Quante illusioni e quante speranze erano stipate allora in quell’autobus! Nessuno di loro sapeva parlare l’italiano, se non qualche parola di poca importanza, eppure tutte quante si sentivano pronte a rischiare pur di non lasciare morire la speranza di una condizione di vita migliore.  E’ la storia comune di chi è sceso in Italia da Est dal 1991, anno dell’inizio della Perestroika ad oggi. Loro sono Liliya Bilyk, Marya Ochich, Inna, Slava e Irina, tutte con una vita importante alle spalle, con una cultura universitaria applicata al mondo del lavoro: Liliya Bilyk è un’insegnante laureata in Teoria generale della musica ed ha insegnato per venti anni nei licei della sua città, Marya Ochych è un Ingegnere  idraulico, ed ha ricoperto per più di quindici anni incarichi importanti di direttore tecnico per l’acquedotto della sua città, negli ultimi anni poi era stata eletta Consigliere Comunale. Così anche le altre, chi era insegnante, chi dottore in agraria, chi più giovane è universitaria con ottimi risultati a La Sapienza di Roma. Qui, tra Roma e Viterbo, hanno svolto nei primi anni il quotidiano utile e massacrante lavoro di badante, e di colf, poi hanno cercato di convertire nel nostro Paese la loro alta preparazione scolare e metterla al servizio della nostra comunità come mediatrici interculturali, giornaliste, traduttrici. Liliya Bilyk , il presidente di “Ukraina in Europa”  ha rappresentato nel settembre del 2005 l’Ucraina al 5° Stage della Cultura di Area organizzato dal Consiglio d’Europa, è membro della Consulta del 1° Municipio della città di Roma. Marya Ochych . vice presidente di “Ukraina in Europa”  - vive in Viterbo e nel tempo libero, collabora attivamente con ACLI, Caritas, Migrantes. Hanno organizzato tante attività per l’integrazione culturale e sociale dei loro compaesani che vivono e lavorano in Italia, le loro iniziative come il Festival del Cinema Ucraino  che si è svolto a Roma nell’autunno del 2005 presso il Cine Detor, ed il 3° Festival etnico “Ramo di Viburno” (realizzato in collaborazione con altre associazioni ucraine e con il Patrocinio del Comune di Roma) hanno visto la partecipazione anche di numerosissimi italiani appassionati dalle pellicole e dei canti inediti. Ogni annoi non è cosa facile trovare trentamila euro per organizzare il campo di salute, tanto costa un soggiorno estivo di 6 settimane in Italia, per 46 bimbi orfani e 4 insegnanti: soltanto tredicimila euro costa il volo aereo di andata e ritorno dall’Ucraina, poi i trasferimenti in bus climatizzato, quindi il soggiorno in una struttura idonea ed attrezzata in località salubre. E’ con gli Enti locali che “Ukraina in Europa collabora attivamente, con l’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Lazio, e con l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Viterbo, che però intervengono a rimborso e solo se la documentazione presentata è tutta in ordine.  Ecco allora che l’integrazione e la cooperazione con gli enti iscritti al RES del Comune di Roma diviene un fatto estremamente importante con la partecipazione alla Notte Bianca della Solidarietà  del 29 giugno  dove Ukraina in Europa regala nel concertone - organizzato da Gerardo Mannoni e promosso dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, Raffaella Milano, un lo storico balletto acrobatico Gopak eseguito impeccabilmente dalla “stella” internazionale Svitlana Blintsova e dal suo gruppo Perla. Anche “Guidonia Sociale” Innamorarsi del futuro – 30 giugno e   1° Luglio -  vede “Ukraina in Europa” presente  e impegnata nella promozione a vantaggio delle esigenze infinite dei minori colpiti dalla catastrofe nucleare di Cernobyl, ma pronta all’integrazione culturale e sociale nel dibattito aperto dal Sindaco di Guidonia Montecelio Dr. Filippo Lippello: “È necessario incoraggiare una nuova visione e un nuovo modo di vivere la disabilità, oggi il disabile è e deve essere cittadino attivo a pieno titolo, con pari dignità, diritti ed opportunità”

Giulio de Nicolais

comunicato 2007
 

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