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Viterbo: il Presidente della
Provincia interviene sulla cava di Bagnoregio
“Fermo restando il senso di responsabilità
dell’amministrazione nei confronti delle esigenze degli enti locali, sulla
questione della cava di Bagnoregio respingiamo in toto l’attacco politico da
parte del consigliere provinciale Francesco Bigiotti”. Il presidente della
Provincia Alessandro Mazzoli, documenti alla mano, replica sul sito oggetto
delle indagini da parte della Procura di Napoli, sequestrato nei giorni scorsi
dai Carabinieri del Noe.
“Proprio il 21 giugno 2005 - ovvero lo stesso giorno in cui si è svolto il
consiglio provinciale aperto a seguito dell’operazione “Giro d’Italia”, relativo
alle discariche di Capranica, Castel S. Elia e Vetralla – la Provincia ha
effettuato un sopralluogo nella cava di Bagioregio e il 16 settembre dello
stesso anno ha disposto il divieto di prosecuzione di qualsiasi attività di
recupero dei rifiuti, a causa della mancanza di autorizzazioni per le emissioni
in atmosfera. Da qui la mia risposta all’interrogazione nella successiva seduta
di consiglio. Per quanto riguarda invece i finanziamenti, è chiaro che questi
sono andati per le discariche di rifiuti pericolosi”.
“Ancora il 18 ottobre 2005 un nuovo sopralluogo, stavolta insieme al Corpo
Forestale, l’ufficio cave della Regione Lazio e l’ufficio tecnico del Comune di
Bagnoregio. La società Montecave, quella che gestisce il sito, ha chiesto in
quell’occasione la convocazione di una apposita conferenza dei servizi, che
però, nonostante le richieste” - continua Mazzoli – “il Comune non ha mai
convocato”.
Ma a monte della vicenda c’è un altro documento. “Si tratta della convenzione
tra Comune e società Montecave, sottoscritta a seguito della deliberazione del
consiglio comunale di Bagnoregio del 7 marzo 2004”. Una convenzione, approvata a
maggioranza anche grazie al consigliere Bigiotti, attuale vicesindaco, che
all’articolo 21 recita testualmente: “Il Comune di Bagnoregio o persone da esso
autorizzate si riserva di eseguire sopralluoghi e controlli in ogni momento, al
fine di verificare il rispetto della convenzione, ivi compresi i campionamenti
consistenti in rimozioni di materiali di riempimento della buca di cava a
qualsiasi profondità e superficie, al fine di verificare che i materiali
depositati corrispondano a quelli di cui alla convenzione. Tali campionamenti
saranno eseguiti dalla società Montecave su semplice richiesta del Comune, a
cure e spese della società stessa”.
“Ora” – conclude Mazzoli – “è chiaro che la Provincia sarà sempre a disposizione
ma che ci vengano mosse accuse con le quali si cerca di scaricare
sull’amministrazione la colpa di negligenze altrui, questo proprio non lo
accettiamo”.
Fonte: Provincia di Viterbo - 2007
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