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Tagli alle Regioni: nel
Mezzogiorno pesano per l'88,72%
L'Aquila, 12 luglio - "Emerge in maniera chiara
come il taglio operato sulle regioni del Mezzogiorno, pari a 88,72%,
pesi percentualmente di più di quello operato sulle regioni del
Centro-Nord, 11,28%. Se a questo si aggiunge che nell'allegato
infrastrutture del Dpef del Governo sono stati cancellati quasi tutti
gli interventi previsti per l'Abruzzo frutto del lavoro di concertazione
operato con il precedente ministro delle Infrastrutture, si ha un quadro
completo delle gravità assoluta delle azioni di taglio che hanno colpito
la nostra regione”.
Sono queste le parole del Sottosegretario alla Presidenza della Giunta
regionale abruzzese, Lamberto Quarta, in merito ai tagli previsti dalla
nuova finanziaria ai contributi alle Regioni.
“Mi preme segnalarlo ai parlamentari di centrodestra- aggiunge Quarta -
che probabilmente non si sono accorti di quello che sta avvenendo".
Tra quei 20 miliardi decurtati alle regioni meridionali c'è anche il
miliardo riservato all'Abruzzo che in questo modo avrebbe a disposizione
risorse per un miliardo 580 milioni di euro, di cui 854 milioni per il
programma regionale, 83 milioni per i due programmi interregionali
(energia e turismo) e 642 milioni per i programmi nazionali (ricerca,
competitività, agricoltura, società dell'informazione, governance). La
scure del governo riguarda in particolare le infrastrutture di
trasporto.
Secondo le previsione del Segretariato generale, "non hanno più certezza
di finanziamento": il quarto lotto della Teramo-mare, il completamento
della SS 652 Fondo Valle Sangro (stazione Gamberale-stazione
Civitaluperalla), il potenziamento della tratta ferroviaria Pescara-Roma,
il completamento infrastrutturale dell'aeroporto d'Abruzzo e il
potenziamento del porto di Ortona.
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