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Trento: i cacciatori aiutano l'agricoltura

 

Trento, 17 aprile 2008 - In considerazione della situazione che si è venuta a creare in alcune zone della Valle del Chiese in relazione alla presenza dei cinghiali, il Comitato Faunistico della Provincia di Trento ha deciso di aumentare da 60 a 110 capi la soglia minima di abbattimenti annuali nella zona A 1 del Chiese. Ciò sulla base degli esiti dell’attività di controllo eseguita dai cacciatori abilitati durante la stagione 2007/2008 (si sono abbattuti ben 22 capi in più rispetto all’annata precedente), dei danni rilevati sul territorio, nonché delle stime di incremento della consistenza.

La decisione del Comitato Faunistico fa seguito all’indicazione data dalla Giunta provinciale lo scorso 18 marzo affinché, a fronte dei danni causati dalla specie alle colture agricole e degli episodi di investimento di alcuni capi, venisse appunto incrementata la soglia minima di abbattimento dei cinghiali nella zona e, parallelamente, venissero incrementati gli interventi di controllo da parte del personale del Corpo Forestale Provinciale.
In ragione della problematicità del cinghiale nei confronti delle colture agricole e dell’ecosistema, il Comitato Faunistico ha definito, per ciascuna zona cui è suddiviso il territorio provinciale, delle precise finalità: mantenimento della specie al di sotto di un valore soglia dove la stessa è presente in maniera consolidata (zona A), eradicazione della specie nelle zone di comparsa recente (zona B), garanzia di uno stato di non presenza nel restante territorio provinciale (zona C).
All’interno della zona A del Chiese viene fissato ogni anno, sulla base delle consistenze ed anche in base al rilievo dei danni, un numero minimo di abbattimenti che devono essere effettuati dai cacciatori. Se detta soglia minima non viene raggiunta interviene il personale di vigilanza.

 

 

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