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"L'uomo e la montagna": un
convegno per parlare di clima e tutela dei beni culturali
Trento, 17 aprile 2008 - Margherita Cogo,
assessore alla cultura della Provincia autonoma di Trento, ha aperto il
convegno “L’uomo e la montagna. Mutamenti climatici e tutela dei beni
culturali in ambiente glaciale” che si tiene, il 17 e 18 aprile 2008 , a
Cogolo di Peio per iniziativa del Parco Nazionale dello Stelvio e della
Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia autonoma di
Trento con il sostegno del Consorzio dei Comuni della Provincia di
Trento B.I.M. dell’Adige.
Il riscaldamento globale della terra e il conseguente ritiro delle masse
glaciali stanno determinando anche un’emergenza di tipo culturale:
l’esposizione delle testimonianze della frequentazione umana dei
contesti di alta quota dalla preistoria ai giorni nostri. Il caso
dell’uomo del Similaun è quello più conosciuto, ma con sempre maggiore
frequenza in queste aree vengono alla luce i resti materiali della
presenza dell’uomo, in particolare quelli relativi al primo conflitto
mondiale. La documentazione dei reperti che emergono dal ghiaccio, il
recupero, la conservazione e il restauro pongono quindi nuove
problematiche di carattere scientifico, metodologico, tecnico,
operativo, normativo ed etico. E proprio per affrontare questi temi in
maniera organica, il Parco Nazionale dello Stelvio e la Soprintendenza
trentina hanno promosso questo incontro.
Nel suo intervento, l’assessore Cogo ha ricordato come il convegno si
ponga nel solco di altre iniziative, inserite in quel Progetti memoria
cui fanno capo gli interventi sui forti della Grande guerra,
contrassegnate dalla positiva collaborazione tra Provincia ed
associazioni. “E’ dal 1998 – ha sottolineato Margherita Cogo – che siamo
impegnati nel progetto Grande guerra che, nel 2000, ha registrato
l’individuazione del grande cannone Skoda, poi recuperato nel 2003. E’
invece dello scorso anno la riapertura della Caverna del Cavento,
ricavata dagli austroungarici all’interno dei graniti della vetta del
Corno di Cavento, allo scopo di ospitarvi alcuni alloggi, un magazzino
ed altri locali ancora. L’ingresso principale è situato a circa 3.380
metri di quota e cessate le ostilità nel luglio del 1918, la “Caverna”
venne rapidamente invasa e resa inaccessibile dai cumuli di neve
trasportata dal vento e trasformata poi in ghiaccio, per cui di fatto
nessuno fino a poco tempo fa era riuscito a mettervi piede. Mi piace
ricordare l’impegno, umano ed intellettuale di molti – ed in particolare
del comitato storico della Sat – che si è ben rapportato all’impegno
delle istituzioni”.
Nel suo intervento l’assessore Cogo ha poi toccato proprio il tema dei
cambiamenti climatici, ed ha ricordato l’importante contributo che il
Trentino sta dando al dibattito in corso, a partire dal “progetto Clima
2008” che ha già coinvolto, nelle sue diverse proposte, migliaia di
persone. “Scienza, clima e beni culturali – ha aggiunto – sono temi da
affrontare in maniera interdisciplinare con una politica di sistema
capace di essere preventiva proprio per anticipare l’emergenza. Tra i
ghiacciai – sorta di oro bianco sempre più prezioso - si cela un
archivio naturale di informazioni che va indagato con scientificità”.
Da aggiungere che nei loro interventi sia l’assessore Cogo che il
presidente del Parco Nazionale dello Stelvio, Ferruccio Tomasi, hanno
stigmatizzato l’abbattimento, avvenuto in Svizzera, dell’orso JJ3. “Una
politica davvero europea e di collaborazione deve saper trovare momenti
di raccordo in questo campo”. Dal canto suo il vicepresidente del Parco,
Remo Tomasetti ha detto che “sempre più i parchi devono proporsi come
forte momento culturale e proprio per questo il prossimo anno, a Bormio,
daremo vita ad un incontro su un tema che ci sembra capace di apportare
significative novità. Ci occuperemo infatti del rapporto tra parchi,
benessere e felicità”.
Il convegno, primo nel suo genere in Italia, è quindi entrato nel vivo
mosso dall’intenzione di promuovere un costruttivo confronto
interdisciplinare, in un contesto di partecipazione allargata tra le
diverse posizioni metodologiche e per favorire l’incontro con i
tradizionali frequentatori della montagna e dei ghiacciai.
Il fitto programma di interventi è suddiviso in quattro sezioni
principali: una introduzione sulle Proiezioni climatiche sulle Alpi,
Scoperte e ricerche, Archeologia e antropologia forense, Restauro e
conservazione. A conclusione dei lavori, si terrà una tavola rotonda.
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