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di Corverde 2009
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Alla Mc Gill University lectio
magistralis del presidente Formigoni sulla sussidiarietà
Montreal/Canada, 15 maggio 2009 - Si
è conclusa con un intervento nella sede della più prestigiosa Università
canadese, la Mc Gill University, la missione istituzionale del
presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, da domenica 11
maggio in Canada per rafforzare la collaborazione già avviata da tempo e
per tracciare nuovi percorsi di lavoro comune.
Grande interesse ha suscitato questa
mattina il tema su cui Formigoni ha incentrato la propria lectio
magistralis: la sussidiarietà.
"E' il principio guida della mia
azione di governo - ha detto Formigoni, ricordando come la prima
definizione sistematica risalga all'enciclica di Pio XI 'Quadrigesimo
Anno' (1931) nonostante fosse giù presente nel pensiero di Aristotele,
Tommaso d'Aquino, Johannes Althusius e, più recentemente, di Alexis de
Tocqueville e John Stuart - in base al quale a ogni livello della
convivenza umana i soggetti o le comunità maggiori non devono
sostituirsi a quelli minori nell'esercizio delle loro funzioni, ma
piuttosto aiutarli in tale svolgimento".
Dunque, un tema presente in pensatori
diversi ma che, comunque, condividono il primato della responsabilità
della persona e delle sue relazioni rispetto a qualunque potere e
assetto politico. La società ha una priorità originale e una precedenza
funzionale rispetto allo Stato; anzi, la ragion d'essere dello Stato (in
qualunque sua articolazione) è aiutare la creatività della persona e dei
corpi sociali. La conseguenza è duplice, nel senso che nessuna funzione
deve essere attribuita a istituzioni superiori se una inferiore o locale
è in grado di adempiervi adeguatamente e le istituzioni superiori hanno
il compito di aiutare quelle inferiori se - e fintanto che - esse non
siano in grado di svolgere determinate funzioni più adeguatamente.
"La sfida del nostro tempo - ha
spiegato Formigoni - è quindi quella di pensare ad una governance
completamente nuova e adeguata alla domanda di democrazia, un sistema a
rete in cui tutti i livelli di governo concorrono a formulare, a
proporre, ad attuare le politiche e a verificarne i risultati. Si tratta
di partire dai problemi concreti, dal contesto specifico e quindi dalle
realtà istituzionali che meglio possono affrontarli".
Da qui nasce il "modello lombardo"
che ha rivoluzionato l'impianto universalistico dei servizi sociali,
della sanità, della formazione professionale e della scuola, la gestione
dei servizi di pubblica utilità, scommettendo sulla centralità e sul
protagonismo delle persone e delle famiglie. In questo processo ha
positivamente influito anche la riforma costituzionale del 2000 che ha
ampliato le competenze delle Regioni.
"Da anni - ha detto ancora Formigoni
- la Lombardia è impegnata nella richiesta di ulteriori competenze,
previste dalla Costituzione, e soprattutto di un autentico federalismo.
Oltre a essere la locomotiva economica del paese, siamo stati anche la
locomotiva istituzionale in questi 14 anni. Anche da questo nostro
impegno è derivata l'approvazione da parte del Parlamento, poche
settimane fa, della legge delega sul federalismo fiscale. Essa introduce
principi importantissimi e apre la possibilità di un nuovo assetto
federale". Riforme che aprono dunque diverse questioni, la persona come
soggetto e non solo come destinatario, la libertà di scelta, il
passaggio da un finanziamento dell'offerta a un finanziamento della
domanda e quindi una nuova statualità.
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