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Mostra a Grosseto sulla "Carta della terra"

Grosseto - “E’ molto importante che ognuno di noi agisca a livello locale. Perché se riflettiamo sui problemi globali ci sentiamo impotenti, ma se agiamo a livello locale abbiamo la capacità di cambiarli” Wangari Maathai, Premio Nobel per la Pace nel 2004

Si aprirà sabato 18 aprile 2010, a Massa Marittima nelle stanze del Palazzo dell’Abbondanza,  la mostra “I Semi del Cambiamento. La Carta della Terra e il potenziale umano”. L’esposizione, promossa dalla Provincia di Grosseto e dai Comuni di Massa Marittima, Gavorrano e Follonica,  è organizzata dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Aperta al pubblico dal 18 al 25 aprile 2009, la mostra sarà preceduta da due incontri pubblici, che si terranno: il primo, a Gavorrano, sabato 11 aprile (sala congressi Parco Tecnologico Minerario delle Colline Metallifere) dal titolo “Io sono ecocentrico!. Ovvero noi siamo il cambiamento che vorremmo vedere”; il secondo, a Follonica, giovedì 16 aprile (presso gli spazi del Casello Idraulico, via Roma) sul tema “Un’armonia di culture. Il dialogo come strumento”.

La mostra, realizzata dalla Soka Gakkai Internazionale e dall’Earth Charter Initiative per il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD), tenutesi a Johannesburg nel 2002, si compone di 13 pannelli con testi e foto che illustrano la Carta della Terra. Rispetto della vita, integrità ecologica, giustizia sociale ed economica, democrazia, non violenza e pace, sono i principi generali che la Carta della Terra propone per costruire nel XXI secolo una società pacifica e sostenibile.

L’obiettivo della mostra è quello di far conoscere i principi della Carta della Terra e allo stesso tempo presentare le possibili soluzioni alle maggiori emergenze, per mettere le basi di una futura società globale. Il messaggio della mostra, ben sintetizzato nel pannello finale intitolato “TU PUOI”, è che tutti siamo importanti nel determinare il futuro della Terra, attraverso azioni quotidiane e locali che possono determinare cambiamenti globali. Questo è anche il tema del video, presentato nel percorso della mostra, “Quiet Revolution - Una rivoluzione tranquilla” di C. Taylor (vincitore per questo filmato del premio Emmy Award), con la voce narrante nella versione originale di Meryl Streep.

Per Daisaku Ikeda, presidente della Soka Gakkai Internazionale: “E’ fondamentale che i principi espressi dalla Carta della Terra non rimangano a livello di semplici accordi intergovernativi ma mettano radici nella vita di ognuno come norme basilari di condotta”. L’esposizione fa parte delle iniziative a carattere educativo che l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai promuove come per le mostre su  I Diritti Umani nel Mondo Contemporaneo e La Città dei Diritti Umani; la raccolta di firme a sostegno della moratoria contro la pena di morte; le conferenze ed incontri sui temi della pace nelle maggiori Università italiane.

Il primo pannello della mostra tratta il tema della Carta della Terra e del potenziale umano: l’epoca che stiamo vivendo rappresenta un momento critico in cui l’umanità dovrà scegliere il proprio futuro. Per andare avanti dobbiamo riconoscere che, pur all'interno di una straordinaria varietà di culture e forme di vita, siamo comunque un’unica famiglia umana e un’unica comunità terrestre con un destino comune. Dobbiamo unirci per portare avanti una società globale sostenibile fondata sul rispetto per la natura, dei diritti umani universali, sulla giustizia economica e su una cultura di pace. La tutela della vitalità, varietà e bellezza della Terra è una responsabilità inviolabile.

I pannelli successivi fotografano lo Stato della Terra con dati allarmanti sull’esaurimento delle risorse naturali, sull’estinzione delle specie animali e sulle condizioni in cui vivono la maggior parte degli abitanti del pianeta. Dalle foreste africane di cui oggi rimane solo il 30%; l’America Latina che nei prossimi 40 anni perderà almeno 100.00 specie animali; gli 850 milioni di persone al mondo che soffrono la fame; i 2,2 milioni di persone, in maggioranza bambini, che muore ogni anno per malattie legate alla mancanza di accesso a fonti d’acqua potabile e a condizioni sanitarie ed igieniche inadeguate; la metà della popolazione mondiale che sopravvive con meno di due dollari al giorno, ecc..

Nella sezione l’Orma dell’Uomo la mostra mette in evidenza come sia il momento di ripensare le priorità, i valori e le convinzioni. Nei pannelli seguenti sono affrontati i temi dell’educazione -  ritenuto lo strumento fondamentale - e della Carta della Terra. L’esposizione si chiude con alcuni esempi di persone che, partendo dal locale, sono stati in grado di portare un cambiamento nel sistema globale. E’ il caso di Wangari Maathai, premio Nobel per la Pace nel 2004, fondatrice del Green Belt Moviment (Movimento della cintura verde). Negli anni 70, in Kenya, rimaneva solo il 2% delle foreste originali. Come in molti paesi in via di sviluppo, la povertà e l’alto tasso di crescita della popolazione esercitavano una forte pressione sull’ambiente naturale. Nel 1977, la biologa Wangari Maathai cominciò ad incoraggiare le donne delle aree rurali a piantare alberi. Attualmente sono stati piantati 20 milioni di alberi e fondato più di 6.000 vivai. Questo grande risultato, ha prodotto una riduzione degli effetti della deforestazione e creato un reddito ed uno status sociale per molte donne keniote.

 

 

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