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di Corverde 2009
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Dal Pornello alla
Torraccia: appuntamenti con la natura in provincia di Perugia
Perugia, 16 maggio ’09 - E’ in programma per
domenica 17 maggio l’escursione naturalistica dal Pornello, frazione del
comune di San Venanzo (PG), al Pofao.
L’itinerario naturalistico culturale, da compiersi a piedi, guidati
dall’esperto di botanica Riccardo Testa e dalla biologa Rosalba Farnesi,
è organizzato dal TCI, in collaborazione con INTRA.
Pornello, menzionato nel Sinodo del 1649, è un castello della Vicaria di
Palazzo Bovarino e, verso il fondo valle dell'alto Fersinone, c’è la
suggestiva chiesetta della Madonna del Piano con affreschi del XVI
secolo. Da Pornello il primo gruppo seguirà un tratto di torrente (m.330
- 313 s.l.m.) per poi risalire su una balza a mezza costa, dove
troneggia la snella ma possente struttura fortificata di epoca medievale
della Torraccia o Torre del Pofao (dal toponimo del casale limitrofo):
nonostante la predazione di pietre angolari e dei conci delle aperture,
è ancora staticamente integra, grazie all’esecuzione dell'opera muraria,
la cui malta durissima lega ancora perfettamente la pietra,
magistralmente scalpellinata.
La Torraccia, recentemente ristrutturata, è di epoca medievale: è
quadrata con lati di 5,40 m e un’altezza di 19,50 m. Serviva al
controllo del territorio che, lungo le rive del Torrente Fersinone,
poteva permettere il passaggio di consistenti guarnigioni del Palazzo
Bovarino a Frattaguida, sotto Pornello e verso Perugia, attraverso
l'alta via su Poggio la Capra e per Collebaldo; oppure da Orvieto
attraverso il monte Peglia e San Vito in Monte (s.s. 317). Dalla
Torraccia si potevano controllare i possibili guadi per attraversare il
torrente i cui vasti campi adiacenti consntono d’immaginare in quel
tratto la possibilità di spiegamenti di forze militari con ampio uso
della cavalleria. Il paesaggio s’è mantenuto integro come nelle
precedenti epoche storiche, grazie alla scarsa antropizzazione.
E straordinaria è la qualità delle acque del Fersinone: l'ambiente
naturale, ancora intatto, permette lo sviluppo di interessanti biotipi a
tutti i livelli, vegetale, animale e fungino. E’ accertata tra l'altro
la presenza del lupo, del gatto selvatico e, seppur incerta, della
lontra. In prossimità della confluenza con il fosso della Serpolla, uno
dei principali affluenti del torrente, il fiume s’allarga, formando due
vasche naturali ricche di pesci, crostacei, gasteropodi e la presenza di
tricotteri, insetti specializzati che indicano l'elevata qualità delle
acque. Suggestive le vedute del castello di Montegiove, del convento
della Scarzuola e dell'abitato di Pornello.
Durante il percorso sarà possibile riconoscere specie botaniche dal
possibile uso alimentare ed officinale, tipiche della vegetazione
spontanea ripariale e collinare.
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