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di Corverde 2009
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Vaccino anti-papilloma:
il Tar da ragione alla Regione Siciliana
Palermo, 25 aprile 2009 - La seconda sezione del
Tar della Sicilia ha rigettato la richiesta di sospensiva, avanzata
dall’azienda farmaceutica Sanofi Pasteur, con cui, in sostanza, si
chiedeva l’annullamento dei provvedimenti voluti dall’assessore
regionale alla Sanità Massimo Russo per l’acquisto dei vaccini anti
papilloma con gara ad evidenza pubblica.
“L’ordinanza del Tar – commenta Russo – conferma che le decisioni
precedenti, da me fortemente osteggiate, erano sbagliate e che le nuove
disposizioni impartite sono fondate, trasparenti, giuridicamente
corrette ed economicamente giuste”.
Nell’ordinanza del Tar è scritto che “a fronte della rilevata
equivalenza, il metodo di scelta del contraente non può che fare
riferimento al criterio del prezzo più basso” e che “i livelli
essenziali di assistenza costituiscono certamente uno standard minimo di
tutela, ampliabile in sede regionale: ma avendo la Sicilia, anche per
ragioni finanziarie, ritenuto di non ampliare tale standard, non appare
assistita da alcun giuridico fondamento la pretesa di imporre
all’amministrazione, una fornitura che superi tale livello minimo”.
La vicenda dei vaccini venne alla luce nell’ottobre scorso con
un’indagine interna motivata dal fatto che per la prevenzione del
carcinoma del collo dell’utero (papilloma virus) la Sicilia aveva speso
molto di più rispetto alla media nazionale. Secondo l’assessore Russo le
direttive impartite dall’Ispettorato regionale non erano conformi alle
indicazioni del ministero della Salute.
Infatti, dopo che l’agenzia italiana del farmaco aveva autorizzato
l’immissione in commercio di due specifici vaccini antipapilloma, il
Gardasil (della Sanofi) e il Cervarix (della Glaxo), la Commissione
salute del ministero aveva raccomandato l’acquisto con gara pubblica
basata sul prezzo più basso. Le Ausl siciliane, invece (ad eccezione
dell’Ausl 1 di Agrigento), hanno acquistato il Gardasil “in esclusiva”,
senza gara ad evidenza pubblica, sulla base delle indicazioni contenute
in un decreto dell’ispettorato dell’11 marzo 2008 il quale faceva
proprio un documento di indirizzo, elaborato da un comitato
tecnico-scientifico regionale, secondo cui era preferibile l’uso del
vaccino quadrivalente (cioè il Gardasil).
La Sicilia, per ogni dose di vaccino che, ad esempio, in Lombardia è
costata meno di 69 euro, ha speso 100 euro fino ad agosto 2008. Poi,
dopo l’avvio dell’indagine interna, è via via sceso, prima a 85 euro e
poi a 78 euro. Considerato che il fabbisogno stimato annuo per la
Sicilia è di 78.690 dosi, con la gara pubblica voluta dall’assessore
Russo è possibile un risparmio di circa 2 milioni di euro.
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