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Regione Lombardia compra la "Via
Crucis Bianca" di Lucio Fontana
Milano – Il 12 agosto 2010 è stato approvato dalla
giunta regionale della Lombardia, su proposta del presidente Roberto
Formigoni e dell'assessore alla Cultura Massimo Buscemi, il contratto di
acquisto per la "Via Crucis Bianca" di Lucio Fontana.
L'opera, è stata comprata per 350 mila euro dalla
Fondazione Ada Bolchini dell'Acqua e, dopo un primo periodo di
esposizione al Palazzo della Regione Lombardia, nella primavera 2011,
sarà ospitata nelle sale del Museo Diocesano, in base alla convenzione
stipulata con la Fondazione Sant'Ambrogio.
Realizzata dall'artista lombardo a metà degli anni
Cinquanta, la Via Crucis è composta da 14 formelle ottagonali in
ceramica monocromatica bianca (41,5 x 21 cm circa), brevemente incise e
segnate da accenni cromatici intensi con interventi in rosso sulla
figura di Cristo.
"L'opera - ha commentato il presidente Formigoni –
sarà inizialmente esposta al Palazzo Pirelli e in un secondo momento
sarà consegnata al Museo Diocesano dove troverà la sua collocazione
definitiva. In questo modo la Via Crucis potrà essere apprezzata e
ammirata da un vasto pubblico qui in Lombardia. La Regione intende
salvaguardare quest'opera acquisendola nel proprio patrimonio ed
affidandone la conservazione e l'esposizione ad un ente di assoluto
prestigio come il Museo Diocesano".
Il presidente ha sottolineato come l'intento sia di
"esaltare il valore unico della Via Crucis", che emerge dall'intreccio
di diversi fattori: la committenza sociale radicata in quella borghesia
milanese che ha sempre coltivato il senso della solidarietà e della
responsabilità verso il bene comune; il connubio tra Lucio Fontana e
l'architetto Marco Zanuso (progettista della Casa Materna) due figure di
creativi che in Milano hanno le radici; in sintesi, "un'idea di opera
sociale in cui solidarietà e bellezza sono le due facce della stessa
medaglia".
Le 14 formelle - che corrispondono alle 14 stazioni
della Via Crucis - furono concepite e realizzate come parte di un
intervento per la Cappella della Casa materna Asili Nido Ada Bolchini
dell'Acqua, ente che offre aiuto alle ragazze madri in difficoltà.
L'edificio in cui è collocata la Cappella, inaugurato nel 1956, fu
progettato interamente dall'architetto Marco Zanuso.
L'istituto fu voluto dalla Commissione visitatrici
per la maternità (che operava con la Mangiagalli fin dal 1924), a capo
della quale è stata la benefattrice Anna Bonomi Bolchini, per dare un
aiuto concreto alle madri nubili in difficoltà e ai loro figli. Nacque
così una vera e propria comunità dove vivevano donne e piccoli in
situazioni difficili.
Un esempio di mecenatismo in cui anche le strutture
architettoniche destinate ad ospitare progetti di solidarietà avevano
un'alta qualità, in questo caso frutto del connubio Zanuso-Fontana.
La Casa Materna, attiva ancora oggi, ospita un
Asilo Nido (comprende tre classi, che accolgono bambini dai 3 mesi ai 3
anni), una Scuola dell'Infanzia (tre sezioni, iscrive bambini dai 2 anni
e mezzo ai 5 anni), una Comunità di Accoglienza (destinata a ospitare
mamme e neonati in difficoltà, dalla gravidanza al sesto mese di vita
del neonato), che dispone di 5 posti e 5 culle.
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