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Anche a Bergamo arriva la mobilità
Jungo
Bergamo -
Martedì 27 aprile alle ore
17.30, nello spazio Viterbi della Provincia in via Tasso 8, si è svolta
la presentazione dell’iniziativa Jungo, a cui hanno partecipato
l’assessore alla Viabilità e Trasporti Giuliano Capetti, Gloria Gelmi
Mobility manager d’area e funzionario della Provincia di Bergamo, Enrico
Gorini presidente dell’associazione Jungo e Marco Meletti dell’agenzia
Comunicatori su misura.
Partita in Trentino come
esperienza pilota senza precedenti al mondo, Jungo approda a Bergamo con
la Provincia. L’idea, un mix tra l’autostop classico e il
car-pooling, è semplice: si tratta di un modo nuovo di muoversi
sfruttando le “correnti naturali” di traffico, occupando i sedili delle
auto semivuote in costante movimento.
Molti guidatori sarebbero
disponibili a dare un passaggio, ma si trattengono per motivi di
sicurezza. Tanti altri lascerebbero volentieri l’auto a riposo, se
sapessero di poter fruire di un imbarco rapido; ma per loro, oltre
all’insicurezza, c’è l’imbarazzo di chiedere un passaggio gratis. La
soluzione Jungo consiste nell’introdurre dispositivi blindati di
sicurezza reciproca.
“È un’idea intelligente che
punta all’interazione tra le persone con l’obiettivo di ridurre il
numero di veicoli in circolazione e che sta dando risultati positivi nel
Trentino” - ha
dichiarato l’assessore Capetti -. “La Provincia la propone anche ai
Bergamaschi come un fattore innovativo da sperimentare”.
Jungo c’è, è già
funzionante. A Bergamo, il punto di riferimento diventa la Provincia.
Telefonando all’URP, numero 035.387839, dalle ore 10 alle 12, da lunedì
a venerdì, si potrà fissare un appuntamento per l’iscrizione: “servirà
un documento di identità e per le prime 100 richieste abbiamo pensato a
un bonus di iscrizione gratuita” - ha spiegato Gloria Gelmi -. “Per
tutti gli altri, il costo è minimo: 15 euro annuali. L’obiettivo è
quello di avere più passeggeri per veicolo, meno mezzi in movimento e
meno viaggi a vuoto”.
“Più siamo, più Jungo può
funzionare” - ha
aggiunto Enrico Gorini -. “A differenza dell’autostop tradizionale,
Jungo funziona perché è sicura e conveniente in modo bilaterale. E’ un
progetto realistico, che sfrutta bene condizioni già esistenti”.
Quando un automobilista vede
uno jungonauta (riconoscibile dal braccio alzato, che mostra una
speciale “card” al posto del “pollice”), accosta perché sa di essere
protetto dai dispositivi di sicurezza, di potere guadagnare il ticket
(lo jungonauta versa 10cent/km, più 20cent di “fisso”) e conoscere una
persona nuova.
A un maggior numero di
partecipanti corrisponde un minor tempo di attesa, la cui media è stata
monitorata in 7,2 minuti per i maschi e 3,5 per le donne.
Esibendo la propria card, lo
jungonauta garantisce che:
1.non ha precedenti penali;
2.non è stato escluso da
JUNGO (l’esclusione per mal comportamento avviene a seguito di una
complessa ed esclusiva procedura attivata dalle segnalazioni);
3.è “tracciabile”, al
momento dell’imbarco, con un sms contenente il nome utente. Analogamente
è tracciabile il guidatore, anche se non iscritto a JUNGO (tramite targa
o patente).
Le donne, se vogliono
sentirsi ancora più sicure, possono segnalare che la loro richiesta di
imbarco è rivolta solo ad altre donne: basta esibire insieme alla card
il nastrino rosa recapitato con la card.
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