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Autunno anticipato in Alto Adige
Bolzano
- L'andamento del clima della prima parte del 2010, in particolare le
prolungate piogge di maggio seguite dal periodo di siccità in giugno e
luglio, hanno provocato la precoce colorazione autunnale dei boschi
altoatesini: lo confermano le rilevazione della Ripartizione provinciale
foreste.
È
arrivato l'autunno in anticipo nei boschi dell’Alto Adige? Molti
escursionisti si sono posti la domanda, colpiti nelle settimane di
agosto 2010 dalla precoce colorazione autunnale che hanno assunto i
boschi attorno a Bolzano e in Bassa Atesina. Dagli esperti della
Ripartizione provinciale foreste arriva la spiegazione: "Le cause sono
diverse, ma tutte riconducibili all’andamento climatico-stagionale
2010." In particolare due eventi: le prolungate piogge di maggio seguite
dal periodo di siccità in giugno e luglio con temperature mensili
superiori di 1,5° e 3°C ed un deficit idrico di meno 50% e meno 70%
rispetto alla media del lungo periodo.
Come
sempre accade, gli ecosistemi forestali reagiscono quali sensibili
bioindicatori alle sollecitazioni meteorologiche e climatiche. Così
l’elevata umidità primaverile ha favorito la diffusione di diversi
parassiti fungini, come la ruggine degli aghi dell’abete rosso, causa di
intensi ingiallimenti oltre i 1500 metri di quota. Questo fungo, che ha
come ospite intermedio il rododendro, attacca solo gli aghi dell’anno,
per cui, aldilà della intensa colorazione assunta dalle chiome, il danno
agli abeti rossi è limitato, sottolineano i forestali della Provincia.
Sempre in alta quota, alla siccità di giugno e luglio si deve attribuire
l’ingiallimento della chioma del pino cembro e conseguente precoce
caduta autunnale degli aghi.
Più
eclatanti sono le conseguenze del cosiddetto "stress idrico" per la
vegetazione sui versanti montani a est e a sud di Bolzano - sino a 700
metri di quota - tra Cardano e Laives, per una superficie totale di
circa 1000 ettari. Qui il disseccamento di parte o di tutta la chioma ha
interessato in piccola parte (circa 10 Ha) roverelle, carpini neri e
frassini, che comunque già emettono nuove foglie. Fra le chiome diradate
dalla siccità spicca poi in particolare la colorazione marrone delle
infruttescenze mature, particolarmente abbondanti quest’anno, su carpino
nero, robinia ed ailanto. In ambiente urbano anche i tigli presentano
precoci ingiallimenti delle chiome a causa del deficit idrico.
Tutto
ciò conferisce un anticipato aspetto autunnale alla vegetazione sulle
pendici medio-basse, specie del Colle di Bolzano e in Bassa Atesina
nella zona di Egna e Ora. Sui versanti esposti più direttamente a sud (Montetondo,
S.Maddalena, S.Giorgio, S.Maurizio, Settequerce, Vilpiano) il fenomeno è
meno pronunciato, data la presenza di una vegetazione più resistente
alla siccità.
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