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delle notizie di Corverde 2010
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La provincia di Grosseto in difesa
delle coltivazioni di pomodoro
Grosseto - La produzione
toscana media di pomodoro da industria supera le 200 mila tonnellate
l’anno, di cui 150 mila vengono trasformate in Toscana, nello
stabilimento di Albinia, dalla società cooperativa agricola Conserve
Italia e nello stabilimento di Venturina da Italian Food Spa, mentre
50mila vengono inviate ad altre industrie fuori regione. Nella prima
parte del 2010 le piogge di aprile e maggio hanno ridotto del 30 per
cento il potenziale produttivo provocando ritardi nel trapianto e
rendendo asfittica la coltivazione.
Ma questo non è l’unico
problema di un comparto che sta sentendo tutti gli effetti della crisi
economica e dell’importazione incontrollata dalla Cina. L’assessore allo
sviluppo rurale della Provincia di Grosseto, Enzo Rossi, ha espresso, il
23 agosto 2010, forte preoccupazione annunciando l’urgenza di concertare
misure straordinarie con la Regione e le altre Province.
“A fronte del drastico calo
produttivo che sta colpendo quasi tutte le aziende di coltivatori della
Toscana – spiega Enzo Rossi - in questi giorni arriva un’ulteriore
penalizzazione dal mancato rispetto degli accordi contrattuali a suo
tempo stipulati dalle associazioni di produttori con l’industria di
trasformazione. La collocazione del pomodoro è stata, infatti, definita
all’inizio del 2010 attraverso accordi interprofessionali distinti per
l’area centro-nord e per l’area sud Italia con un prezzo medio di 70
euro a tonnellata, soggetto ad una possibile decurtazione in base alla
qualità della materia prima (grado zuccherino e difetti qualitativi) che
può arrivare fino al 35 per cento in meno del valore pattuito in
pre-campagna e prevedere l’addebito del costo di trasporto.
Sulla base di questi
accordi, circa 50mila tonnellate di pomodoro sono state contrattate
dalle associazioni dei produttori con le industrie del sud Italia. Ma
sin dai primi giorni di agosto, quando è iniziata la raccolta, le
industrie fuori regione hanno manifestato difficoltà a ritirare il
prodotto e hanno applicato la valutazione qualitativa più penalizzante,
portando il prezzo a meno della metà di quello pattuito”.
“Questa situazione –
continua Enzo Rossi - sommata a una produzione molto bassa (inferiore a
50 tonnellate a ettaro), sta provocando una perdita secca per i
produttori di oltre 2mila euro ad ettaro. Considerando che il costo di
produzione è di 5mila euro ad ettaro a fronte di 1.900 recuperati dalla
vendita e 1.100 dal contributo accoppiato, per molti produttori della
costa toscana (Grosseto , Livorno, Pisa) e della Val di Chiana (Siena,
Arezzo) è una perdita di reddito di una entità tale da provocare una
profonda crisi economica e finanziaria. La trasformazione a prezzi
ridotti, inoltre, sta portando al blocco delle vendite di prodotto
finito verso la grande distribuzione mettendo in difficoltà le industrie
toscane con ripercussioni negative che si protrarranno fino al 2011”.
“La Provincia di Grosseto -
conclude l’assessore Rossi - ha chiesto, quindi, un incontro urgente con
l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Salvadori e gli assessori
delle altre Province per concertare subito misure straordinarie a
sostegno dell’intero comparto e scongiurare così il rischio che il
pomodoro da industria non venga più coltivato in toscana.”
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