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Nuovo campus per il Martinitt di
Milano
Milano - Martinitt. Un nome che ha fatto la storia
di Milano e che ha sempre significato accoglienza. Una tradizione che,
con l'apertura del nuovo Campus, si rinnova. Gli studenti fuorisede che
scelgono Milano per frequentare l'università hanno infatti a
disposizione i 440 posti letto realizzati nello storico edificio di via
Pitteri 56. Ad inaugurarlo, nella mattina del 13 dicembre 2010, il
presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, accompagnato
dall'assessore alla Casa Domenico Zambetti, il presidente dell'Aler
locale Loris Zaffra, il professore ed ex rettore del Politecnico Giulio
Ballio, il presidente del Pio Albergo Trivulzio Emilio Trabucchi e il
sindaco di Milano Letizia Moratti.
Nei cinque padiglioni recuperati all'interno del
Campus - su una superficie abitativa di 9.000 metri quadrati e un'area
complessiva di 17.000 - trovano posto 440 posti letto, 82 in camere
singole, 340 in camere doppie e 18 in minialloggi.
Tutti sono dotati di propri servizi igienici e
nella retta mensile sono inclusi il cambio biancheria e la pulizia
settimanale delle camere. L'accesso ai disabili è garantito tramite
opportuni percorsi e sistemi di elevatori. Aperto con l'inizio del
corrente anno accademico, il Campus è stato oggetto di una Convenzione
fra Aler e Politecnico, che ha la possibilità di assegnare 400 posti ai
suoi studenti fuori sede tramite bando e criteri autonomamente definiti.
A breve saranno siglati altri atti per la gestione dei rimanenti 40
posti letto.
Negli ultimi anni Regione Lombardia ha stanziato 53
milioni di euro per l'edilizia universitaria. Sono stati completati
interventi per 1.939 posti alloggio, distribuiti in tutte le città
lombarde sedi di Università.
L'obiettivo è di incrementare il numero nei
prossimi tre anni con la realizzazione di altri 1.878 posti, di cui 720
nella sola città di Milano. "Continuiamo a scommettere sul capitale
umano, sui giovani - ha sintetizzato Formigoni - sui loro talenti e
sulla loro libertà, aumentando il nostro impegno per garantire il
diritto allo studio dei capaci e meritevoli. Avete visto tutti i dati
Ocse pubblicati la scorsa settimana, dati che testimoniano l'eccellenza
raggiunta dalla nostra scuola. Nelle tre materie prese in considerazione
- matematica, scienze e lettura - si sono classificati sempre nei primi
10 posti, in lettura addirittura al terzo. È dunque fondamentale che gli
studenti siano messi realmente nelle condizioni di poter scegliere a
quale ateneo iscriversi e che possano frequentarlo senza vincoli di
carattere economico".
A questo proposito Regione Lombardia ha
sottoscritto un Protocollo d'intesa con il MIUR, che ha consentito di
differenziare su base regionale i criteri di attribuzione delle borse di
studio universitarie; ha assegnato, negli ultimi 4 anni, borse di studio
al 100 per cento degli aventi diritto, con un finanziamento di oltre 200
milioni di euro, e finanziato una sperimentazione sui prestiti.
"Per questo - ha continuato - abbiamo deciso di
finanziare il recupero di questo storico edificio con 3,5 milioni di
euro. Lo sviluppo della residenzialità è sempre stato infatti un punto
qualificante della nostra politica universitaria. Le 13 università del
nostro territorio garantiscono una vastissima gamma di opportunità in
termini di qualità e tipologia dell'offerta formativa e sono quindi in
grado di attrarre circa 40.000 studenti da altre regioni d'Italia e del
mondo, pari a circa il 17 per cento degli iscritti. Investire sulla
residenzialità universitaria significa anche rendere il sistema
accademico sempre più attrattivo per i giovani talenti e per i docenti
italiani e stranieri".
Per Zambetti inaugurare la struttura vuol dire
"offrire l'opportunità ai ragazzi di potersi formare in ambienti
accoglienti, capaci di ridurre quella distanza che li separa dalle
proprie famiglie. Queste sono scelte politiche degne di una classe
dirigente che vuole definirsi operosa, lungimirante e responsabile". "Il
Campus - ha aggiunto - si inserisce in quel contesto sinergico che vede
collaborare proficuamente la città di Milano con Regione Lombardia e con
tutto il sistema universitario lombardo e il mondo dei privati. Un
metodo chiaro da noi sempre seguito: quello del partenariato".
L'augurio fatto da Zambetti è che "continui a
vivere, in questi stessi padiglioni che sono stati in passato rifugio e
scuola per i meno fortunati, la stessa forza d'animo di allora,
nell'impegno sociale complessivo della nostra città e in quello di
studio prima, e nella vita poi, di tutti gli universitari che avranno la
possibilità di trascorrere qui una parte importante della propria
esistenza".
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