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delle notizie di Corverde 2010
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A Roma si studia come il turismo si
possa autofinanziare
“Saranno gli stessi operatori, insieme alle commissioni Turismo e
Bilancio del Comune, a studiare le modalità del piccolo contributo
richiesto ai turisti che decideranno di recarsi al mare di Roma, ma
questa è ancora una possibilità che stiamo studiando”. A parlare, il 18
agosto 2010, è il Vicesindaco di Roma, Mauro Cutrufo. “Il contributo per
i turisti che usufruiscono del mare della Capitale - spiega Cutrufo -
deriva da un emendamento del consiglio comunale a una delibera della
giunta che io stesso ho presentato, alla quale sono stati fatti altri
sei emendamenti, tutti del resto concordati e concertati con le
categorie. Per chi usufruisce dei servizi balneari, si tratterà
probabilmente di un importo di un euro, ma sarà una commissione di
concertazione con le stesse categorie a stabilirlo. D’altronde questa
proposta è giunta proprio da una categoria importante del settore,
Assobalneari, che l’ha avanzata perché evidentemente ritiene che, per
turisti che spendono mediamente tra i 50 ed i 55 euro tra servizi e
ristorazione e decidano di fare anche un bagno al mare, un contributo di
1 euro sia un peso giusto. Stiamo parlando di una percentuale irrisoria
che, ribadisco è ancora una possibilità, non ancora una certezza.
Saranno gli stessi operatori, insieme alle commissioni Turismo e
Bilancio, a stabilire anche le modalità per prelevare questo piccolo
importo”. Diverso invece il discorso per i musei: “Quello sui musei
capitolini non è un emendamento ma un passaggio approvato in prima
battuta, per il quale è già in vigore l’aumento di 1 euro sull’ingresso.
Il provvedimento non ha in alcun modo influito sull’afflusso di
visitatori: il 15 agosto abbiamo registrato circa 4.000 mila ingressi
nei musei capitolini rispetto ai 3000 dello scorso anno. Mentre, per ciò
che riguarda i musei statali, ad ottobre probabilmente ci sarà un
accordo per aumentare di un euro anche l’ingresso al Colosseo, che
insieme ai Musei Vaticani, rimane il più visitato in assoluto”.
“L’importante è iniziare a chiamare le cose con il proprio nome. Non
bisogna infatti continuare a parlare di tassa, ma di un contributo,
peraltro modesto, per i servizi che la città offre ai suoi 13 milioni di
ospiti l’anno, che se pagano 2 o 3 euro, come avviene a Parigi, a New
York, e in molte altre città, neanche se ne accorgono. E questa piccola
somma sarà reinvestita per migliorare l’accoglienza di Roma”.
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