Nuovi film presentati in Valle
d'Aosta
Aosta - L’Assessorato all’istruzione e cultura della regione
Valle d'Aosta comunica che, nell’ambito della Saison Culturelle
2009/2010, in collaborazione con Babel. Festival della parola in
Valle d’Aosta, è in agenda la proiezione di due film che
affrontano il tema dell'esilio, focus tematico di questa prima
edizione del Festival.
La lontananza forzata dal proprio tessuto, familiare o sociale, è
il risultato di un’ingiustizia collettiva e la causa di un disagio
individuale. Il cinema ha spesso raccontato situazioni di questo
genere, individuando nell’esilio un forte tema di morte e rinascita.
L’esclusione conduce infatti l’individuo a riflettere sulla
condizione umana e a trovare i modi per riconciliare se stesso e il
mondo. Invictus di Clint Eastwood e Donne senza uomini di Shirin
Neshat sono due esempi illuminanti di tale percorso.
INVICTUS (Usa, 2009, 132')
Un film di Clint Eastwood con Morgan Freeman, Matt Damon, Robert
Hobbs, Langley Kirkwood, Tony Kgoroge.
Théâtre de la Ville (Via Xavier de Maistre, 21 – Aosta) Martedì
27 aprile alle ore 16 e 20 e mercoledì 28 aprile alle ore 18 e 22
Tratto dal romanzo The Human Factor: Nelson Mandela and the Game
that Changed the World di John Carlin, il film ripercorre la
storia della rinnovata unificazione post Apartheid che consacra la
fine dell'esilio degli africani nella loro stessa terra. Per unire
una nazione segnata da profonde differenze razziali ed economiche,
il neoletto Capo dello Stato Nelson Mandela scommette sullo
sport,alleandosi con il capitano della squadra di rugby, con
l'obiettivo di presentarsi ai Campionati del Mondo.
DONNE SENZA UOMINI (Germania 2009, 95') Un film di Shirin Neshat
con Pegah Ferydoni, Arita Shahrzad, Shabnam Tolouei, Orsi Toth.
Théâtre de la Ville (Via Xavier de Maistre, 21 – Aosta) Martedì
27 aprile alle ore 18.15 e 22.15 e mercoledì 28 aprile alle ore
16.00 e 20.15
Le vite di quattro donne – una signora benestante, una
prostituta, una ragazza impegnata politicamente, un'ingenua
romantica – si scontrano con le tensioni della società iraniana
durante il colpo di stato che nel 1953 depose il Primo Ministro,
democraticamente eletto, e instaurò lo Shah al potere. Surrealistica
trasposizione tratta dall’omonimo romanzo di Shahrnush Parsipur, il
film è l'affresco di un esilio femminile nel paese degli uomini.