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Spettacolo teatrale sulla violenza
sulle donne ad Alessandria
Alessandria -
Nell’ambito del progetto “Alessandria Provincia SI*Cura”, Patto Locale
di Sicurezza Integrata (PLSI), la Provincia di Alessandria, con
l’Assessorato alle Pari Opportunità, organizza per venerdì 6 maggio
2011, alle 21.00, presso l’Auditorium San Baudolino, in via Bonardi, 13
ad Alessandria, lo spettacolo teatrale “Where is the line? Se l’amore
risplende di paura”, rappresentazione sul tema della violenza sulle
donne che, a partire dal “mito” di Otello, intende proporre una
riflessione sui temi dell’amore violento, delle ossessioni e della
gestione non funzionale dei sentimenti all’interno dei rapporti fra
uomini e donne.
Lo spettacolo, che si
avvale della regia di Serena Pasetti, rappresenta, dunque, un altro
tassello nella vasta attività che l’Assessorato ha dedicato in questi
anni al tema della violenza contro le donne, con iniziative realizzate
in molte località della provincia di Alessandria.
“È stato un anno molto
importante per noi, incentrato su analisi e interventi sul tema della
violenza, che, spesso, anche nella nostra provincia, si sviluppa tra le
mura domestiche e vede vittime donne di ogni età e di ogni ceto sociale
– ha dichiarato l’assessore alle Pari Opportunità della Provincia di
Alessandria, Maria Grazia Morando –. Cuore del nostro intervento è stato
il Piano Provinciale di prevenzione e contrasto alla violenza contro le
donne, che si è realizzato attraverso attività integrate di rilevazione
del fenomeno, momenti di formazione, attivazione di percorsi di
assistenza e di sensibilizzazione sul problema, culminato nell’apertura
di un centro di ascolto e di assistenza a cui le donne vittime di
violenza possono rivolgersi, fatto che rappresenta uno dei maggiori
successi della nostra attività. Lo spettacolo che andrà in scena ci
permette proprio di ricordare i due anni di apertura e attività del
Centro di ascolto gestito dall’Associazione Me.Dea”.
Continuare a proporre
attività su questo argomento significa tenere acceso un faro su tutte
quelle vittime che, altrimenti, rimarrebbero al buio e senza
l’opportunità di poter uscire da situazioni di sofferenza che, spesso,
si protraggono per anni.
L’assessore Maria
Grazia Morando né è convita: “Cercare di aiutare queste donne deve
andare di pari passo con il tentativo di comprendere le ragioni che
sottendono questo problema. Certo, sarebbe molto rassicurante poter
attribuire le cause esclusivamente ad un contesto di marginalità o
disagio psichico, nascondere tutto dietro il paravento dei luoghi
comuni. Ma le esperienze di questi anni ci insegnano che gli uomini
violenti non appartengono a nessuna categoria. Molte delle violenze si
consumano tra le mura domestiche, rendendo, quindi, ancora più
drammatico e contemporaneamente “nascosto” il problema. Le motivazioni
vanno ricercate nel profondo dell’animo umano, nella radice culturale
che per secoli ha relegato la donna ad essere inferiore, facendo sì che
l’uomo si impadronisse di una superiorità a cui difficilmente riesce a
rinunciare quando questa si fonde con egoismo e desiderio di rivalsa
sull’altro”.
La stessa regista e
ideatrice dello spettacolo, Serena Pasetti, sostiene che “l’idea di
questa “rivisitazione” dell’Otello di Shakespeare prende le mosse da una
riflessione stigmatizzata nel titolo di un libro di Simon Robert “I
buoni lo sognano, i cattivi lo fanno” , che significa che c’è un confine
estremamente sottile tra la capacità di autocontrollo e la
violenza insita per natura in ogni essere
umano. Per questo, la rappresentazione si intitola “Where is the
line?”(dall’omonima canzone di Bjork che apre lo spettacolo): vale a
dire qual è il confine, qual è quella linea sottile tra normalità e
pazzia, tra amore e ossessione?
Il protagonista dello
spettacolo assomma in sé i due celebri personaggi shakespeariani di Iago
e Otello, proprio per dar voce alla riflessione secondo la quale in
ciascun uomo convive, in qualche modo, una parte sana ed una
irrazionale, che, se non opportunamente arginata, deborda nella più
devastante follia.
Il protagonista
alterna, pertanto, momenti di lucida tenerezza nei confronti di
Desdemona ad altri in cui è pervaso da una furia cieca che lo trasforma
in un uomo violento ed incontenibile, fino a sconfinare in un punto di
non ritorno.
A mio avviso, non è
stata fatta una reale violenza sulla tragedia di Otello, poiché il
Moro, seppur forte, onesto e valoroso, nel momento in cui viene
fomentato da quel ventriloquo insinuante che è Iago, cioè la nostra
parte più fragile, insicura ed irrisolta, arriva ad uccidere la donna
che ama con tutto sé stesso.
Lo spettacolo vuole,
pertanto, far capire che solo un costante e continuo lavoro su noi
stessi, fatto di ricerca di equilibrio, autostima e capacità di
relativizzare le situazioni ostili, può salvarci ed impedirci di
scivolare nell’abisso”.
“Per tutte queste
ragioni – conclude l’assessore Maria Grazia Morando – sono convinta che
sia necessaria una grande opera di informazione e di sensibilizzazione
riguardo il temi della violenza contro le donne. Lo abbiamo fatto con
numerose iniziative pubbliche e continueremo a farlo. Questo spettacolo
teatrale, sono sicura, saprà stimolare una più profonda riflessione
riguardo questo tema che nasconde ragioni che la nostra ragione ancora
non conosce”.
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