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delle notizie di Corverde 2011
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I sindaci dell'anconetano contro il
rigassificatore a Falconara
Ancona - Il sindaco di
Ancona, Gramillano, ha firmato il 29 giugno 2011 con il sindaco Misiti
–in rappresentanza dei Comuni a Sud- e il sindaco Mangialardi –in
rappresentanza dei Comuni a nord di Ancona- il documento congiunto che
riporta la
posizione di una pluralità di soggetti istituzionali, tra i quali la
Provincia di Ancona, istituzioni, associazioni e Comitati, che hanno già
espresso la loro contrarietà alla realizzazione dei rigassificatori di
Falconara e di Portorecanati.
Nel documento si ribadiscono
tutte le argomentazioni, già fatte proprie dalla Regione Marche con
delibera dell’ 8 giugno 2010. Con tale atto la Regione Marche aveva
manifestato la propria contrarietà all’impianto di rigassificazione che
si era proposto di realizzare di fronte alla costa di Portorecanati.
Nella delibera erano evidenziate ragioni legate a motivi di impatto
ambientale, di sicurezza, nonché all’immagine dei luoghi, al turismo e
alla pesca oltre alla mancanza di un programma energetico nazionale, che
consenta di considerare la funzionalità e la necessità dell’impianto in
funzione delle esigenze del territorio, anche in relazione agli indubbi
e gravi danni che verranno allo stesso cagionati.
Le stesse argomentazioni
sono ritenute dai sindaci valide anche per l’impianto di
rigassificazione proposto dalla società API Nòva Energia s.r.l., la cui
realizzazione è stata prevista nella zona antistante la costa di
Falconara Marittima. Pertanto i sindaci manifestano l’assoluta
contrarietà a decisioni che conducano al via libera all’impianto di
Falconara, allo stesso modo in cui si ribadisce la contrarietà per
quello di Portorecanati.
La Regione Marche è stata
chiamata al Ministero, per sottoscrivere l’intesa per l’impianto di
Falconara il 19 maggio 2011 ma l’intesa secondo i sindaci non dovrà
essere concessa. Inoltre da parte del Governo non sono state fornite le
risposte richieste dalla Regione circa l’esigenza di realizzare
l’impianto, tenuto conto sia del numero di impianti che sono necessari
in Italia, cosa che si potrà valutare solo una volta che sarà stato
approvato il piano energetico nazionale, di cui, secondo quanto
dichiarato dal Ministro Romani si discuterà solo dopo l’estate.
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