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Approvate iniziative contro il dissesto
idrogeologico in Valle d'Aosta
Aosta -
La Giunta regionale della Valle d'Aosta ha approvato
venerdì 19 agosto 2011,
la prima fase del Piano pluriennale di interventi finalizzati alla
realizzazione di opere di protezione dei centri abitati e delle
principali infrastrutture da colate di detrito, frane e inondazioni per
il quale la legge finanziaria regionale per il 2011, la lr n. 40/2010, e
la successiva legge regionale di assestamento del bilancio n. 16/2011,
hanno creato un fondo triennale del valore complessivo di 30,9 milioni
di euro, di cui 8,9 milioni di euro per il 2011.
La deliberazione della Giunta regionale costituisce il primo passo per
una diversa politica di intervento per la difesa dai rischi
idrogeologici, quali le frane.
Si tratta di superare la logica della massima cautela e del rischio zero
in montagna per introdurre il concetto del “rischio accettabile” e
sostenibile, sia dal punto di vista sociale che economico, negli
interventi di difesa dai rischi idrogeologici.
Per alcune tipologie di rischio, quali le inondazioni e le valanghe, è
possibile quasi sempre individuare i segnali premonitori dell’evento
calamitoso che, mediante un sistema di allertamento quale quello del
Centro funzionale regionale operativo presso l’Assessorato alle opere
pubbliche, consentono di ipotizzare la possibilità di accadimento di un
dissesto in un’area del territorio regionale.
Non altrettanto prevedibili nell’ambito di un sistema di allertamento
possono essere invece i dissesti quali i crolli di roccia per i quali è
impossibile determinare quantitativamente una probabilità di accadimento
dei fenomeni, potendo solo rilevare l'esistenza o meno di situazioni che
potenzialmente possono evolvere in crolli, ma senza poter assegnare loro
tempi e priorità di accadimento. Un dato può aiutare a comprendere la
vastità dei fenomeni con i quali ci si confronta non da oggi, ma da
sempre: sono 1604 le situazioni “note” registrate nel catasto regionale
dei dissesti, perché nel passato si sono registrati eventi più o meno
gravi, simili per tipologia a quella della SR 28, cioè frane di crollo.
In generale però basti pensare che l’82% del territorio valdostano è a
rischio di frane e il 44% dell’intero territorio regionale è
classificato come ad elevato rischio e il 38% a medio rischio di frana.
"Con
questi dati –
spiega l’Assessore Marco Viérin
- si comprende come sia impossibile controllare tutto e prevenire ogni
tipo di dissesto, a meno di non chiudere le vallate della nostra
regione. Risulta quindi molto difficile conciliare le esigenze di tutela
dai rischi idrogeologici con la possibilità di una normale vita sociale
ed economica per coloro che vivono nelle vallate alpine.
La politica deve però riappropriarsi del suo ruolo di pianificazione
dello sviluppo sociale di un territorio, e, partendo dagli obblighi
dell’attuale legislazione in materia, improntata alla massima cautela,
deve sviluppare adeguate linee di azione che tengano in dovuta
considerazione le esigenze delle popolazioni che vivono in montagna.
Si ritiene che questo obiettivo sia conseguibile se si punta a definire
dei livelli di rischio idrogeologico accettabili e a migliorare
progressivamente i livelli di sicurezza. Il miglioramento progressivo
delle condizioni di sicurezza del territorio, per quanto tecnicamente
possibile, deve poter avvenire anche per fasi successive, quando non è
tecnicamente o economicamente immediatamente fattibile e temporalmente
funzionale un unico intervento risolutivo, realizzando quanto più
possibile e tecnicamente fattibile nel minor tempo possibile.
La deliberazione approvata prevede necessariamente di avviare il
processo di modifica della strategia regionale in materia di difesa dai
rischi idrogeologici andando ad adeguare il Programma regionale di
previsione e prevenzione dei rischi idrogeologici, che era stato
approvato con la deliberazione della Giunta regionale del 29 dicembre
2006, n. 4241".
La deliberazione approva anche un piano pluriennale di interventi, come
previsto dall'art. 19 della l.r. 40/2010, che permetta di fare fronte
alle prime esigenze più urgenti determinatesi a seguito di crolli di
roccia, che hanno interessato i centri abitati e la viabilità della
regione, e di condizioni meteo avverse, un importo di spesa di euro 10
milioni 500 mila.
Il Piano pluriennale di interventi definisce anche alcune linee di
azione per la gestione delle situazioni di frana di crollo, in attesa di
un successivo aggiornamento del piano stesso alle nuove indicazioni del
Programma regionale di previsione e prevenzione dei rischi
idrogeologici, coordinato con gli altri interventi del settore..
"Le linee di indirizzo -
aggiunge l’Assessore Viérin -,
partendo da una valutazione delle condizioni di rischio dell’area
interessata dal crollo, individuano nella la possibilità di realizzare
nel minor tempo possibile alcuni primi interventi per conseguire una
sensibile riduzione del rischio, ammettendo che, pur in presenza di un
certo rischio residuo, la strada possa essere riaperta al traffico. Si
cerca così di limitare al minimo indispensabile
l’interruzione dei collegamenti e l’isolamento di comunità quando gli
interventi necessari a conseguire la massima tutela tecnicamente
possibile risultassero particolarmente onerosi e lunghi".
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