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Expovins: i vini valdaostani vanno
in mostra
Aosta - I vini valdostani tornano in vetrina con Expovins, la biennale
enologica che celebra la variegata produzione regionale, caratterizzata
da piccoli numeri, ma grande qualità. La manifestazione è uno dei fiori
all’occhiello dell’Assessorato regionale della Valle d’Aosta
all’agricoltura e risorse naturali. La novità principale di
quest’edizione 2011 è la cornice: dopo alcuni anni di assenza Expovins è
tornata al suo palcoscenico originale, nel capoluogo regionale.
Giuseppe Isabellon, assessore all’agricoltura e risorse naturali: “Torna
ad Aosta per una condivisione unanime, innanzitutto con il comune di
Aosta, che ha caldeggiato questo ritorno, in quanto la presentazione dei
nostri vini di qualità sicuramente sarà gradita anche da chi viene a
visitare la città per motivi turistici. Poi c’è stata una condivisione
in particolare con i viticoltori, i produttori, le cooperative (qui
nell’esposizione sono rappresentate tutte e sei) e credo che questo sia
il messaggio più importante, perché avere nel salotto buono di Aosta
l’esposizione dei vini della Valle d’Aosta credo che sia un punto di
merito, un riconoscimento per tutta la nostra agricoltura e in
particolare, naturalmente, per il settore della viticoltura.”.
La
kermesse si intitola “I migliori vini sulla piazza”, e si svolge da
venerdì 19 a domenica 21 agosto 2011. Sono numerosi i produttori che
hanno aderito all’iniziativa, dei 42 stand presenti 33 sono viticoltori,
in rappresentanza di 6 cooperative e 27 case vitivinicole private
dell’Alta, Media e Bassa Valle. Piazza Chanoux fa da vetrina anche ai
prodotti agroalimentari del territorio, formaggi e fontine, carni
valdostane, prodotti da forno, frutti, marmellate, mieli, grappe,
distillati, liquori, salumi, insaccati e prosciutti. Nel pomeriggio di
sabato 20 si svolge inoltre il palio delle botti, che unisce idealmente
Aosta alle altre città del vino. I partecipanti fanno rotolare pesanti
botti nel centro storico. Oltre al palio è stata organizzata anche una
gara a tempo. Questo momento ludico è accompagnato dalla musica delle
bande municipali di Aosta e Chambave. Expovins è anche un palcoscenico
ideale per tutto il settore e punta a valorizzare tutto ciò che ruota
attorno al vino della Valle d’Aosta.
Corrado Adamo, direzione produzioni vegetali dell’Assessorato regionale
all’agricoltura: “C’è la premiazione del 19esimo Concorso internazionale
dei vini di montagna curato dal Cervim, al quale abbiamo dato il
supporto necessario, che si svolgerà sabato nel palazzo ducale del
Comune di Aosta, e poi alcune iniziative meno importanti come impatto e
richiamo però sicuramente interessanti, come la presenza di
un’associazione di volontariato che farà una raccolta di fondi per
promuovere il vino del sorriso, realizzato in Valle d’Aosta da ragazzi
diversamente abili. Quindi speriamo che questo ritorno ad Aosta dia
grande importanza all’iniziativa, in un momento in cui sono ancora
presenti i turisti, che richiameremo ad Aosta tramite delle corse
aggiuntive dai diversi paesi della Valle, in accordo con l’Assessorato
dei trasporti”.
Associata alla manifestazione Expovins c’è una mostra intitolata
Souvenirs de notre terre, visitabile fino alla fine del mese di agosto
2011 nella sala espositiva di Finaosta.
L’esposizione, curata da Emiro Marcoz, racconta l’evolversi della
coltura e cultura vinicola, della promozione della produzione, della
ricerca enologica, della consapevolezza di un sapere legato al
territorio e ai suoi abitanti.
Emiro Marcoz, curatore della mostra Expovins Les saveurs de notre
terre : “Si
tratta di una mostra che vuole ricordare gli anni in cui la città di
Aosta, a partire dal 1968, ha iniziato l’avventura dell’esposizione dei
vini. C’è anche una piccola antologica, una ricerca di tutti i vini
valdostani che già negli anni antecedenti avevano dato lustro alla
Valle. Siamo riusciti a creare un bel percorso museale, per cui ci
saranno dei bellissimi pezzi della nostra agricoltura valdostana, che
esprimono il grosso lavoro e l’impegno dei viticoltori, perché il lavoro
della coltivazione della vite è un lavoro duro ma che permette al nostro
territorio di essere sempre più bello. Quindi mi auguro che questa
retrospettiva sia anche prospettiva, perché reputo che la storia è
memoria, e la memoria serve a crescere”.
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