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Novità nelle politiche abitative in Alto Adige

Bolzano - I futuri interventi nel settore della casa, una delle priorità della Giunta provinciale, sono stati perfezionati nel corso della seduta a porte chiuse conclusa il 22 aprile 2011 a Bolzano. Il presidente Luis Durnwalder e i vicepresidenti Christian Tommasini e Hans Berger hanno illustrato i principali temi affrontati.

La Giunta, sulla base di un monitoraggio costante del fabbisogno abitativo provinciale, ha discusso dei prossimi interventi collegati alla messa a disposizione di 2.200 alloggi sul territorio: 1200 a Bolzano, 700 messi a disposizione dall'IPES (con nuove costruzioni o risanamenti) oltre a 1000 allogi per il ceto medio su tutto il territorio. Alcuni dei punti esaminati: il risanamento e le agevolazioni combinate con il risparmio energetico, gli standard delle abitazioni, il sussidio per il canone di affitto, la convenzione sociale. Su queste linee verranno ora sviluppate le specifiche misure legislative.

Il vicepresidente Tommasini, competente per il settore, ha posto l'accento sullo strumento del contratto di risparmio edilizio, "un modello da incentivare anche se in Italia non esistem un sistema fiscale adeguato allo scopo. La Giunta ha comunque deciso di studiare tutte le possibilità per applicare questo modello." Si pensa a forme di sostegno attraverso contributi aggiuntivi o riduzione dell'IRPEF.

Dalla "clausura" è arrivata anche la decisione di rivedere e omogeneizzare le modalità relative all'abitazione risanata con recupero convenzionato e al conseguente vincolo di abitazione ventennale, che regola il cambiamento d’occupazione o trasferimento della proprietà dell’abitazione convenzionata. Proposte verranno elaborate nelle prossime settimane e portate all'esame della Giunta. Confermato anche l'orientamento della Giunta di escludere in futuro dalle graduatorie IPES il cittadino che rifiuta un alloggio assegnatogli dall'Istituto.  

Un nuovo modello che la Giunta vuole estendere al territorio, sempre in tema di casa, è quello dell'accompagnamento socio-pedagogico abitativo, pensato per le persone non in grado di gestire autonomamente decisioni particolari o sottoposte a pressioni psicologiche quando sono alle prese con situazioni difficili. "In futuro non dovranno andare in strutture pubbliche ma potranno continuare la vita quitidiana in unità abitative dove verranno accompagnate da operatori specializzati e aiutate nelle situazioni più complesse, senza per questo rinunciare alle loro abitudini e ai loro spazi", ha spiegato Durnwalder.

Cambia infine anche il bonus cubatura a seguito della modifica del regolamento di esecuzione alla legge urbanistica in materia di risparmio energetico: sino ad oggi chi realizzava un edificio CasaClima B riceveva un bonus pari al 5% della cubatura, ma a partire dal 13 giugno il bonus sarà azzerato visto che lo standard CasaClima B diverrà obbligatorio. Resterà invariata, invece, la possibilità di edificare un 10% di cubatura in più per chi rispetta i parametri CasaClima A. Nessuna modifica, infine, per ciò che concerne gli interventi di risanamento. L'obbligo di rispettare lo standard energetico minimo CasaClima B riguarderà la maggior parte delle nuove costruzioni: non solo quelle a scopi abitativi, ma anche quelle destinate ad ospitare strutture ricettive, attività commerciali e servizi. Esclusi dal regolamento sono gli edifici agricoli, quelli industriali, quelli artigianali e quelli destinati al commercio all'ingrosso. "Ciò significa che una larga fetta di tutte le nuove costruzioni realizzate sul territorio altoatesino - ha sottolineato l'assessore all'ambiente Michl Laimer - avrà un fabbisogno energetico non superiore alle 50 kw/h o ai 5 litri di combustibile per metro quadrato".

 

 

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