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Disoccupazione praticamente assente
in Alto Adige
Bolzano
- Quello che è emerso dalla conferenza stampa convocata nella mattina
del 28 aprile 2011 a Palazzo Widmann dall’assessore provinciale
competente per il settore del lavoro, Roberto Bizzo, è un quadro molto
positivo dell’occupazione in Alto Adige. Attualmente il tasso di
disoccupazione in Alto Adige è attestato al 2,7% , un dato che fotografa
sostanzialmente una situazione di piena occupazione, ha sottolineato nel
corso della conferenza stampa il direttore della Ripartizione lavoro,
Helmuth Sinn.
L’assessore provinciale al lavoro, Roberto Bizzo, ha sottolineato, nel
corso della conferenza stampa di questa mattina incentrata sulla
situazione occupazionale in provincia di Bolzano, il dato riguardante la
piena occupazione attestata al 2,7% e suscettibile, se non interverranno
elementi negativi, di ridursi ulteriormente nel corso dell’anno sino al
2,5%.
Bizzo
ha inoltre posto l’accento sul fatto che l’Alto Adige ha superato anche
gli obiettivi fissati dal Trattato di Lisbona in merito al
raggiungimento del livello del 60% di occupazione femminile. In Alto
Adige attualmente lavora infatti il 65% delle donne, ma restano da
colmare, ha aggiunto, altre lacune come, ad esempio, il “gender
pay-gap”,
cioè la differenza, a parità di lavoro, tra le retribuzione degli uomini
e delle donne.
Si deve
inoltre puntare, secondo l’assessore, ad aumentare ulteriormente il
numero di donne attive nel mondo del lavoro. Gli obiettivi prioritari
dell’Assessorato per quanto riguarda il mercato del lavoro in generale
sono il miglioramento della qualità dell’offerta occupazionale, la
stabilizzazione dei rapporti di lavoro con una conseguente riduzione del
precariato e la maggiore conciliabilità lavoro e vita famigliare.
Sulla
base dei dati aggiornati raccolti dall’Ufficio osservazione del mercato
del lavoro, diretto da Stefan Luther, la situazione occupazionale in
provincia di Bolzano ha sostanzialmente recuperato i danni causati nel
corso della crisi economica iniziata nel 2008 e che ha toccato il suo
punto più forte nel giugno del 2009.
Dal
giugno del 2010, ha sottolineato nel corso della conferenza stampa il
direttore della Ripartizione lavoro, Helmuth Sinn, è iniziato un
processo di recupero dell’economia altoatesina e soprattutto dei livelli
occupazionali che ha coinvolto tutti i settori produttivi ad esclusione
dell’edilizia.
In
concomitanza con la Giornata dell’1 maggio si può quindi registrare,
secondo gli esperti del settore, uno sviluppo complessivamente molto
positivo con un sensibile aumento dei posti di lavoro disponibili
rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
In
merito ai dati dell’edilizia l’assessore Bizzo ritiene che il forte
aumento dell’occupazione che ha caratterizzato il settore sino al 2007
era legato prevalentemente alla realizzazione di una serie di importanti
infrastrutture sia nel settore produttivo che abitativo nel capoluogo, a
Merano e Brunico, ed a suo giudizio non è realistico pensare che questa
contingenza si possa ripetere nel breve periodo. Il direttore
dell’Ufficio osservazione del mercato del lavoro, Stefan Luther, ha
quindi fornito alcune tabelle riguardanti la disoccupazione provinciale
dai quali viene confermata la ripresa.
Restano
tuttora disoccupate in Alto Adige circa 6000 persone anche se va
sottolineato che il tasso del 2,7% può essere interpretato in parte come
una sorta di “disoccupazione frizionale” che riguarda, tra l’altro,
persone registrate nella fase di passaggio tra un lavoro e l’altro.
Lo “zoccolo
duro”
con reali difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro è composto da
circa 2500/2700 persone, 1500 delle quali hanno scarsa formazione
professionale e tra queste vi sono anche stranieri.
Altri
900 casi, sottolinea Luther, riguardano persone nella fascia d’età al di
sopra dei 50 anni con scarsa flessibilità occupazionale ai quali si
aggiungono circa 300 persone prive di lavoro dopo oltre tre anni di
occupazione presso la stessa ditta. Per queste persone vengono posti in
campo dalla Ripartizione lavoro vari strumenti ed ammortizzatori sociali
e l’impegno da parte dei responsabili del settore è notevole.
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