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Diminuisce in provincia di Firenze
l'abbandono del lavoro da parte delle neo mamme
Firenze - Dimissioni in calo nel 2010 per le lavoratrici madri che
lasciano l’impiego entro il primo anno di vita del figlio. I dati,
trasmessi il 28 aprile 2011, dalla Direzione Provinciale di Firenze del
Lavoro (soggetto incaricato di convalidare le dimissioni) alla
Consigliera di Parità mostrano una diminuzione di 32 unità rispetto al
2009, per un totale complessivo di 361 abbandoni nel territorio
fiorentino.
È
spesso l’arrivo del primo figlio (58% dei casi) a determinare questa
scelta, mentre con le gravidanze successive le donne sembrano acquistare
una maggiore capacità di organizzarsi e di conciliare gli impegni
familiari col lavoro.
Le
dimissioni sono concentrate (79% del totale) nei settori del commercio e
dei servizi, tradizionalmente ad alta incidenza di personale femminile,
e si verificano in modo principale nelle piccole aziende (71%), con meno
di 15 dipendenti.
Il
fenomeno riguarda in egual misura donne con poca anzianità di servizio
(fino a 3 anni nell’azienda: 164 casi) e donne con una discreta
esperienza (da 4 a 10 anni: 166 casi), a sottolineare che la stabilità e
la continuità di un impiego non sono purtroppo condizioni sufficienti ad
evitare l’uscita dal mondo del lavoro alla nascita di un figlio.
Guardando alle motivazioni, il mancato accoglimento del neonato
all’asilo nido e l’assenza di parenti a supporto sono le circostanze che
più determinano la decisione di interrompere l’attività lavorativa (50%
del totale). Una quota significativa di donne (il 14%) presenta le
dimissioni per passaggio ad altra azienda; solo in 22 indicano come
motivo i costi elevati dell’asilo nido o di una baby-sitter; sempre 22
donne segnalano la mancata concessione del part-time o di una diversa
turnazione.
“Il quadro fornito dalla Direzione Provinciale del Lavoro – dice la
Consigliera di Parità Maria Grazia Maestrelli – richiama tutti i
soggetti pubblici e privati ad un impegno costante per promuovere
l’occupazione femminile. Soprattutto in tempi di forte crisi, non è
accettabile che tante donne siano costrette ad abbandonare un impiego
sicuro, quando diventano mamme, per carenza di un’adeguata rete di
sostegno, come confermano anche le molte istanze raccolte dal mio
ufficio”. L’iniziativa della Consigliera si rivolge in particolare alle
aziende, affinché adottino misure di flessibilità e conciliazione degli
orari di lavoro (tra l’altro, oggetto di un recente accordo fra Governo
e parti sociali). “Da parte degli enti pubblici – conclude Maestrelli –
confido in un rilancio dei piani per gli asili-nido, puntando a
diversificare l’offerta, e nella diffusione di strumenti quali i
buoni-servizio per facilitare l’accesso ai servizi di cura”.
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