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La provincia di Firenze in difesa
del popolo Saharawi
“Sappiamo
che il suo Paese è fortemente impegnato nel sostegno alla questione
Saharawi e sta lavorando affinché la tutela dei diritti umani sia
inserita nel mandato della Minurso (Missione di pace delle Nazioni Unite
nel Sahara Occidentale), le chiediamo di farsi interprete anche a nostro
nome nei confronti del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite
affinché detto mandato sia finalmente inserito nei compiti della
missione e non si ripetano orrori come quello del “Campo della dignità”
di El Aaiun”. È questo un passaggio della lettera che il Presidente
della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, ha scritto a Nèstor Osorio
Londoňo, Presidente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e Ambasciatore
della Colombia per chiedere garanzie e tutele del popolo saharawi.
Peraltro
proprio il 29 aprile 2011 a Palazzo Medici Riccardi si tiene la
presentazione della manifestazione internazionale Artifariti che si
svolge nei territori liberati del Sahara Occidentale.
In
contemporanea è arrivata in Italia una ragazza Saharawi proveniente dal
Sahara Occidentale occupato, Jamila, sorella di un ragazzo ucciso dalle
forze armate marocchine durante la dura repressione seguita allo
sgombero di Gdeim Izik del novembre scorso, che ha causato un alto
numero di vittime, peraltro non ancora precisato.
Jamila e
la sua famiglia si rifiutano, ormai da mesi, di seppellire il corpo del
giovane ucciso perché chiedono alle autorità di occupazione marocchina
l�autopsia sul cadavere per avere piena giustizia e far luce su questa
tragedia.
Dunque,
il Presidente Barducci rivolgendosi alla più alta carica del Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite chiede il rispetto della dignità umana
di questo popolo, ancora vittima di sopraffazione e violenza.
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