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Foggia richiede a gran voce l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare

Foggia - Il sindaco di Foggia, Mongelli chiede, il 28 aprile 2011 al ministro dello sviluppo economico, Romani, “impegni operativi per Authority e Piano dei Limiti”.

Annunciata la sottoscrizione della Carta di Matera a sostegno dell’agricoltura.

Di seguito riportiamo il discorso pronunciato dal sindaco di Foggia alla cerimonia di inaugurazione della 62° Fiera Internazionale dell’Agricoltura

“Signor Ministro,

è un onore e un piacere esprimerLe a nome mio e dell’intera comunità foggiana il benvenuto nella nostra città e nella Fiera che tanta parte occupa nella storia plurisecolare della nostra città.

Di fronte a Lei ci sono i vertici delle istituzioni, delle organizzazioni datoriali e sindacali, di tante associazioni civiche e ancor più imprenditori, lavoratori e cittadini in attesa di sapere se, dopo 6 anni, è arrivato il momento di insediare e attivare a Foggia l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Alimentare.

Spero voglia apprezzare l’immediatezza e la franchezza delle mie parole, entrambe dettate dalla fiducia nella piena comprensione della nostra aspirazione, da Lei condivisa fin dalla presentazione della candidatura.

Le dico subito che ho apprezzato, e con me molte delle persone oggi presenti, il tono e le parole con cui Lei ha ridato slancio alle nostre aspettative.

Oggi Le chiedo di confermare qui la sua disponibilità a sostenere all’interno del Governo le istanze, ormai numerosissime, presentate da tutti i rappresentanti della Capitanata, parlamentari in testa.

Lo chiedo da uomo delle istituzioni che, purtroppo, non ha avuto dal Governo alcuna risposta operativa dopo l’approvazione, nel 2008, delle norme che istituivano l’Authority nella sede di Foggia.

Lo chiedo da amministratore di una città meridionale che si impegna quotidianamente per risolvere problemi atavici e scrollarsi di dosso luoghi comuni, e che oggi vorrebbe vedere riconosciuto questo impegno; vorrebbe sentirsi pienamente ed integralmente parte della comunità nazionale ed europea.

Sono assolutamente consapevole che non sempre siamo riusciti a costruire una piena sintonia istituzionale, politica e civica paragonabile a quella realizzata a sostegno dell’Authority.

È il caso, ad esempio, della diga di Piano dei Limiti.

Siamo tutti convinti dell’importanza di questa infrastruttura per lo sviluppo del comparto agricolo e la tutela della salute e del benessere delle decine di migliaia di cittadini che nel 2002-2003 hanno sofferto gli effetti della siccità.

Ma una parte del limitato tempo a nostra disposizione è stato dissipato in discussioni pure importanti, ma portate avanti troppo a lungo e senza un costrutto evidente.

Anche dal Governo, mi consenta signor ministro, non sono arrivate risposte operative; ma ciò che conta ora è come recuperare le risorse dirottate verso altri progetti e procedere speditamente con la realizzazione dell’invaso al confine tra Puglia e Molise.

Se ciò non fosse possibile per le note ristrettezze finanziarie, Le chiedo di farsi promotore dell’attivazione di una rapida e costruttiva concertazione istituzionale per individuare insieme l’obiettivo da raggiungere per migliorare la rete delle infrastrutture a sostegno dell’agricoltura e dell’agroalimentare di Capitanata.

La concertazione che è mancata in occasione dell’autorizzazione alle indagini geosismiche per la ricerca di bacini petroliferi nel Basso Adriatico o della ridefinizione dei programmi di sviluppo del fotovoltaico.

So bene che non sono sue competenze, ma è altrettanto indubbio che le decisioni assunte dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico abbiano conseguenze, talvolta decisive, sul comparto primario.

La crisi della pesca nel Basso Adriatico, drammaticamente testimoniata dall’impoverimento produttivo, commerciale ed occupazionale della marineria di Manfredonia, non può che risultare aggravata dall’eventuale avvio delle attività estrattive in un ambiente marino già così stressato.

Inoltre verrebbe dirottata verso gli impianti di raffinazione una quantità d’acqua tanto rilevante quanto preziosa alle aziende agricole in cui si producono alcuni dei prodotti d’eccellenza del Made in Italy: il nostro oro verde, ben più prezioso e sano degli idrocarburi.

E veniamo al fotovoltaico. La necessità di frenare il consumo di terreno fertile per la produzione di energia elettrica è un obiettivo condivisibile; ma non si può negare la sua utilità imprenditoriale e civica, né l’interesse collettivo per gli investimenti attivabili in questo settore.

Allora, il tema è giungere ad una corretta ed efficace regolamentazione. Che abbia, innanzitutto, in conto le esigenze delle imprese agricole di abbattimento dei costi produttivi e incremento del sempre più risicato reddito derivante dall’attività imprenditoriale.

E che riduca al minimo gli spazi interpretativi anche per evitare che sui Comuni, le istituzioni più vicine ai cittadini, si scarichino tensioni impossibili da governare, anche per difetto di competenza e mancanza di strumenti.

La presenza dell’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari mi offre l’opportunità di rendere pubblico il mio compiacimento per l’avvio dell’attribuzione dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale.

Finalmente il sistema imprenditoriale agricolo ha gli strumenti, finanziari e amministrativi, per raccogliere e vincere la sfida dell’innovazione attraverso la rimodulazione dei processi produttivi, la certificazione delle produzioni, l’attivazione di vere politiche commerciali, la qualificazione del personale, la costruzione di filiere.

E non mi meraviglia che a godere dei fondi del PSR sia un numero ristretto di imprese, giacché sono, evidentemente, quelle che più efficacemente di altre esercitano l’attività imprenditoriale e su cui il sistema istituzionale ha scommesso per promuovere e favorire lo sviluppo del comparto primario.

Grazie ai fondi del PSR, inoltre, il sistema agricolo della Capitanata è nelle condizioni di attivare un virtuoso ciclo di investimenti che avrà tra i protagonisti i giovani imprenditori, dei quali c’è estremo bisogno nelle nostre campagne, e le strutture aziendali attente alla ricerca e vocate alla buona occupazione.

A quest’ultimo proposito, assessore, Le chiedo di intensificare e rafforzare la lotta al lavoro nero.

La Regione Puglia ha saputo essere avanguardia europea in questo settore, ma gli strumenti legislativi e regolamentari non hanno trovato piena attuazione.

È un fatto, purtroppo, che la nuova ondata migratoria dal Nord Africa produrrà anche l’incremento della diffusione del lavoro nero e irregolare.

Tocca a noi, istituzioni, imprese e cittadini, scongiurare che ciò accada rispettando le leggi e mettendo in pratica i valori condivisi della solidarietà.

Il Comune di Foggia, anche rispetto a questo tema, è pronto a farsi carico della propria quota di solidarietà e sussidiarietà, purché ciò avvenga all’interno di un quadro normativo e finanziario certo e definito.

Ciò che non è stato, assessore, rispetto al trasferimento di alcune competenze amministrative dalla Regione ai Comuni.

Oggi siamo noi a dover fronteggiare, senza averne la possibilità e la capacità, il malcontento delle aziende che, ad esempio, devono ‘fare le carte’ per ottenere il gasolio agevolato.

Oltre alla lamentata riduzione delle quantità assegnate, di cui posso solo farmi portavoce in questa sede, le imprese fanno i conti con una burocrazia deficitaria e disorganizzata perché i Comuni, a partire da quello di Foggia, non hanno avuto la possibilità di attrezzarsi per tempo.

Il trasferimento di personale ha di sicuro alleggerito il bilancio regionale, e reso un po’ più pesante quello delle Amministrazioni comunali, ma non ha determinato l’organizzazione di servizi efficaci ed efficienti, che è quanto legittimamente chiesto dalle imprese.

Mi avvio a concludere questo intervento annunciando la sottoscrizione, questo pomeriggio, della Carta di Matera: il documento elaborato dalla Confederazione Italiana Agricoltori per promuovere l’impegno diretto degli Enti locali nel sostegno e nella difesa dei benefici economici, sociali e territoriali prodotti dall’agricoltura.

Lo faccio a nome dell’Amministrazione e dell’intera città convinto come sono della necessità di salvaguardare il terreno agricolo, semplificare le relazioni burocratiche con questo e gli altri comparti produttivi, valorizzare la produzione di buon cibo per promuovere salute e turismo.

Questo e tanto altro ancora di buono e di bello è sintetizzato dalla parola ‘agricoltura’, che dobbiamo imparare a pronunciare con maggiore piacere e ancor più rispetto verso chi trasforma quella parola in prodotti eccellenti e gustosi”.

 

 

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