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delle notizie di Corverde 2011
Motore di ricerca
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Parte in provincia di Perugia il
salvataggio dell'Istituto Grassi
Perugia
– Occorre istituire un tavolo tecnico per trovare “soluzioni condivise e
sostenibili per recuperare e valorizzare il sito G.B. Grassi di Monte
del Lago”, a lungo sede dell’Istituto di idrobiologia e pescicoltura del
Trasimeno. Un impegno che la prima Commissione consiliare della
Provincia di Perugia affida, attraverso un ordine del giorno del 13
maggio 2011 a firma del presidente (che ora dovrà passare al vaglio del
Consiglio), a presidente e giunta provinciale. Per conoscere da vicino
lo stato in cui versano gli edifici che fino agli anni ’80 hanno accolto
le attività di studio e ricerca dell’Istituto, i membri della
Commissione hanno effettuato un sopralluogo a Monte del Lago nella
giornata di giovedì, accompagnati da alcuni responsabili del
Dipartimento di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e del
Dipartimento Biologia Cellulare e Ambientale, e da rappresentanti
istituzionali del Comune di Magione. Il Centro di ricerche “Grassi”,
prospiciente il molo, fu fondato nel 1921 da Osvaldo Polimanti, celebre
fisiologo della Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia che lo
denominò Stazione Idrobiologica. Successivamente, tra gli anni 1951-‘54,
per iniziativa di Aldo Spirito, biologo generale e preside della Facoltà
di Scienze MM.FF.NN., il centro venne ristrutturato ed ampliato con la
costruzione di un nuovo edificio sempre adibito alla ricerca sul lago.
La sua opera si concluse con il riadattamento del cosiddetto stabulario:
una palazzina già costruita dalla Regione di fronte alla Stazione
Idrobiologica. Sia questo che le vasche dovevano servire per esperimenti
di pescicoltura e a tale scopo furono cedute dalla Regione
all'Università. Nel 1954 fu chiamato alla direzione di questo complesso
di laboratori Giampaolo Moretti, zoologo di Camerino. Fu lui a dargli
maggior lustro aumentando i ricercatori ed estendendo le ricerche alla
fauna aviaria e a quella ittica, ma quando questo lasciò
l'incarico si ebbe un graduale impoverimento dell'Istituto: le
attrezzature scientifiche vennero trasferite a Perugia, le strutture,
non più adeguatamente presidiate, furono oggetto di numerosi furti e
negli immobili si verificarono perdite d'acqua e cortocircuiti a causa
dell'assenza di un’adeguata manutenzione. “Ad oggi – fanno presente i
membri della prima Commissione - gli immobili e l'area antistante
risultano in stato di abbandono e non vi è certezza riguardo il futuro
dell'Istituto”. Ma vi è anche la preoccupazione che non vada disperso il
patrimonio di studi in campo idrobiologico volti a tutelare il prezioso
ecosistema del lago Trasimeno. La proposta è dunque che quanto svolto
dall’Istituto possa in futuro essere proseguito presso la struttura del
Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo, di proprietà della Provincia di
Perugia, dove l'Ente in collaborazione con le Università di Perugia,
Siena, Pisa e Firenze sperimenta tecniche di ricerca sul tema della
pescicoltura ed esegue il monitoraggio sulle condizioni ambientali del
lago Trasimeno. Per questo motivo, accompagnata dal responsabile
ittiologo, dopo aver visitato le strutture di Monte del Lago, la prima
Commissione si è trasferita a Sant’Arcangelo. Qui ha potuto visitare gli
interni dell’impianto dove è da poco terminata la raccolta dei lucci e
dove ci si sta ora concentrando sulla riproduzione di tinche e carpe.
“Quello di Sant’Arcangelo – è stato spiegato – è l’unico centro pubblico
italiano dove si riproduce materiale ittico da ripopolamento. Al momento
tutta la produzione è destinata al lago Trasimeno”. L’impianto è stato
recentemente potenziato e sottoposto ad ampliamento da parte della
Provincia di Perugia. Anche per questo motivo esso viene visto come il
naturale approdo di quelle attività che un tempo erano espletate presso
l’Istituto “Grassi” di Monte del Lago. “Sarà mia cura – sono state le
parole del consigliere provinciale delegato all’ambiente a margine del
sopralluogo di giovedì – convocare un tavolo tecnico tra Provincia,
Università e Comune di Magione per trovare delle soluzioni che portino
da una parte al ripristino degli immobili di Monte del Lago, inseriti in
un contesto ambientale di particolare pregio, e dall’altra per
valorizzare ulteriormente il centro ittiogenico di Sant’Arcangelo sul
quale la Provincia sta investendo”.
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