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Convegno sulla sicurezza a
Perugia
Perugia – “Sicurezza partecipata”: questa l’espressione, coniata per
Perugia dal neo questore Nicolò
Marcello D’Angelo, su cui hanno trovato una convergenza gli
interventi di tutti gli ospiti della mattina del 3 novembre 2011 al7°
congresso provinciale del Siulp. Un Congresso, ospitato a Villa Umbra,
che si tiene in un momento particolarmente delicato anche per l’Umbria e
per la città di Perugia, capoluogo in vetta a diverse tristi
classifiche: traffico di droga e overdose, infortuni sul lavoro,
incidenti stradali, abuso di alcool tra i giovani. Emergenze che si
vanno ad intrecciare con una crisi economico-finanziaria strutturale per
la quale non si riescono a individuare risposte adeguate. Diventa quanto
mai necessario quindi un gioco di squadra tra le diverse forze
dell’ordine e tra queste e la società civile. Una necessità intravista
da tempo dalla Amministrazione provinciale di Perugia, come riferito
questa mattina in apertura
dei lavori, dal presidente
Marco Vinicio Guasticchi. “Fin dal nostro insediamento – ha
ricordato – abbiamo messo la sicurezza in testa alla nostra agenda dei
lavori e abbiamo compiuto un’operazione di rinnovamento della nostra
Polizia provinciale mettendola a disposizione delle tradizionali forze
dell’ordine. L’abbiamo potenziata di uomini attraverso la mobilità
interna del personale e l’abbiamo dotata dei mezzi adeguati”. Guasticchi
ha quindi annunciato l’inaugurazione a breve di una centrale operativa
per lo scambio dei dati tra le varie forze e l’attivazione di una cella
di sicurezza per poter sbrigare anche operazioni di arresto.
Un’impostazione di lavoro questa di Guasticchi giudicata di fondamentale
importanza dal questore per il quale è giunto il momento di fare squadra
“La sicurezza – ha sostenuto - parte da tutta una serie di compiti che
vanno aldilà della mera repressione. Solo facendo sicurezza partecipata
si possono respingere i tanti "cancri" che si insinuano nella nostra
società. Bisogna lavorare tutti indossando la stessa "giubba"”. D’Angelo
si è quindi soffermato sul principale dei problemi per Perugia: lo
spaccio di droga. “Una piaga – ha detto – che va sradicata. Ma non può
essere solo un problema di Polizia: se pensassimo questo significherebbe
che non siamo maturati. Non si fa abbastanza prevenzione per la droga.
Se ne parla sempre meno e questo non è educativo”. “Perugia sta
attraversando anni difficili – è stata la fotografia del vicesindaco
Nilo Arcudi -: non ci si
aspettava di arrivare a un una tale situazione di microcriminalità. Il
lavoro svolto dalle forze di polizia è importante, ma serve una risposta
di sistema. Il Comune – ha quindi fatto notare - ha compiuto uno sforzo
importante attraverso lo strumento del Patto per la sicurezza, rispetto
al quale ci aspettavamo che il Governo facesse la sua parte, ma così non
è stato”. Un vero e proprio grido d’allarme è poi giunto dal segretario
regionale Cisl Ulderico Sbarra:
“L’Umbria non è più verde – sono state le sue parole -. Sotto una
regione tranquilla c’è un disagio profondo che la attraversa. Siamo
chiamati a riconsiderare il nostro modello, perché quello attuale non
regge più. L’Umbria ha fondato il suo modello sulla spesa pubblica. Ma è
finita l’era della spesa pubblica. Serve allora responsabilità civile.
L’insicurezza del lavoro da noi sta diventando pesante, con punte di
emergenza. La civilissima Perugia è in difficoltà e la situazione si
aggraverà perché non si trovano le risposte. Bisogna rimettere in
circolo la sicurezza sociale e la speranza”. Lo spirito di
collaborazione emerso dall’incontro di oggi è stato salutato molto
positivamente dal segretario del Siulp provinciale
Massimo Pici: “Da tempo
– ha sostenuto – auspicavamo una vera sinergia. I tagli al comparto
sicurezza tende ad azzerare l’operatività. Da qui serve un vero
coordinamento. Il nuovo questore ha imboccato la strada giusta”.
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