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Controllo della diossina nel latte materno in Trentino

Trento - "Risultati nella norma, senza differenze sostanziali fra i residenti di Borgo e residenti in altre zone". Con queste parole oggi, presso la Sala Rossa della Comunità Valsugana e Tesino, a Borgo Valsugana, l'assessore provinciale alla salute Ugo Rossi ha presentato i risultati del terzo studio condotto dall'Azienda provinciale per i Servizi sanitari relativo al biomonitoraggio delle diossine nel latte materno. Ad affiancare l'assessore provinciale, il direttore generale di APSS, Luciano Flor; il direttore dell'U.O. Igiene pubblica e prevenzione ambientale, Valter Carraro; il direttore del Dipartimento di prevenzione, Marino Migazzi; il direttore del Dipartimento provinciale politiche sanitarie, Livia Ferrario. In sala gli amministratori della Comunità della Bassa Valsugana con il presidente Sandro Dandrea.

"Il nostro compito di pubblici amministratori - ha esordito l'assessore provinciale alla salute e politiche sociali, Ugo Rossi - non è quello di tranquillizzare la popolazione, ma di capire gli effetti della nota vicenda delle Acciaierie in termini di ricadute sulla salute pubblica, ovvero di certificare esattamente come è la situazione".

Accanto quindi alla ordinaria attività di monitoraggio dell'Azienda sanitaria e di Appa, sono state avviate alcune campagne di approfondimento, di cui oggi si è presentata la terza parte. "Le indagini - ha spiegato l'assessore Rossi - sono proseguite su due filoni di ricerca. La prima indirizzata a stabilire la presenza o meno di metalli su capelli e urine in due gruppi di bambini, ricerca che ha visto anche l'apporto dell'Associazione Medici per l'Ambiente. La seconda diretta a verificare la presenza o meno di diossine nel latte materno. Entrambe le indagini sono state condotte in collaborazione con istituti terzi, l'Università di Brescia nel primo caso, nel secondo l'Istituto superiore di Sanità, per garantire la piena trasparenza e scientificità. I risultati - ha sottolineato l'assessore provinciale - ci dicono che non ci sono differenze sostanziali fra Borgo Valsugana e altre zone del Trentino o d'Italia".

Nessun elemento, dunque che faccia pensare ad emergenze sanitarie: "Ciò non significa che l'attenzione sarà spenta - sono state le conclusioni dell'assessore Ugo Rossi -, e non a caso è di questi giorni la notizia dell'indagine che sarà condotta da Appa sulle Acciaierie. C'è la volontà dell'amministrazione provinciale di tenere sotto controllo la situazione, senza però criminalizzare l'azienda".

Indagini serie, dunque, con un approccio rigoroso, come ribadito anche dal direttore generale Luciano Flor: "Noi qui ci assumiamo la responsabilità di ciò che presentiamo, abbiamo affrontato l'analisi con il massimo rigore e i risultati ci permettono di dire che Borgo Valsugana è nella norma".

L'indagine ha riguardato due monitoraggi biologici per valutare l'esposizione a metalli pesanti e a diossine. Si tratta di analisi che, anche a livello europeo, sono del tutto straordinarie, infatti non erano mai state condotte nella provincia di Trento.

Due gli studi condotti in Bassa Valsugana:

  • Il biomonitoraggio dei metalli per valutare l’esposizione a metalli pesanti e ad altri elementi metallici, mediante la determinazione dei livelli di concentrazione di tali sostanze nei capelli e nelle urine di un campione di popolazione infantile.

In questo primo caso sono stati confrontati i risultati condotti su 58 bambini residenti fin dalla nascita nel Comune di Borgo Valsugana con 44 bambini di Caldonazzo di analoga età, residenti quindi in un'area geografica molto vicina e verosimilmente del tutto simili per abitudini alimentari e stili di vita ai coetanei di Borgo, ma non esposti alle emissioni dell'impianto industriale di Borgo.

L'obiettivo era verificare se la popolazione residente nel comune di Borgo Valsugana avesse un’esposizione maggiore a vari tipi di metalli, inclusi i metalli pesanti, legata alla presenza di una sorgente puntiforme, quale appunto un impianto industriale. L'indagine è iniziata a metà maggio e si è conclusa a ottobre 2010.

Precisi i risultati: le concentrazioni dei metalli nelle urine e nei capelli dei bambini, sia di Borgo che di Caldonazzo, hanno valori in linea con i valori riscontrati in altri studi condotti su popolazioni di bambini non esposti, riportati nella letteratura scientifica nazionale ed internazionale. L'analisi è stata ripetuta e tutti i bambini ricontrollati hanno presentato valori che non avevano alcun significato biologico-tossicologico.

  • Il biomonitoraggio delle diossine nel latte materno per valutare l’esposizione a diossine e sostanze diossino-simili, mediante determinazione dei livelli di concentrazione di tali sostanze nel latte materno di un campione di giovani mamme residenti nel Comune di Borgo Valsugana e Comuni limitrofi (età media 28 anni). I dati sono stati confrontati con un gruppo di donne residenti nella città di Trento (età media 33 anni). La raccolta dei campioni di latte è avvenuta all’inizio del secondo semestre 2010.

Nella nota dell’Istituto Superiore della Sanità, con cui vengono comunicati i risultati, vengono riportate le seguenti conclusioni: "Sulla base dei dati ottenuti, ed entro i limiti determinati dalla ridotta numerosità campionaria, si può concludere che non si osserva per le donatrici residenti a Borgo Valsugana un’esposizione incrementale a composti diossina-simili (PCDD, PCDF, e DL-PCB) e a NDL-PCB. Per le donatrici residenti a Trento si osservano concentrazioni nel latte degli inquinanti di interesse superiori a quelle residenti nel Comune di Borgo Valsugana e alcuni valori individuali che, pur ricadendo all’interno dell’intervallo dei valori correnti osservati nei paesi Europei, si collocano al di sopra dell’intervallo dei valori riportati nei pochi studi disponibili per l’Italia relativi agli ultimi cinque anni. L’età mediamente più elevata di questo gruppo di donatrici potrebbe essere in parte responsabile dei valori comparativamente superiori osservati, essendo le sostanze in oggetto bioaccumulabili ed essendo nota la correlazione positiva tra aumento del carico corporeo ed età".

Le analisi condotte in precedenza dall'Azienda Sanitaria, i cui dati sono già stati presentati, hanno riguardato controlli su matrici alimentari - con verifiche su alimenti di origine animale e acqua potabile -, e analisi dei dati dati epidemiologici della malattia tumorale e dell'abortività spontanea. Per le verifiche sugli alimenti, in nessuno dei campioni effettuati sono stati evidenziati valori superiori a quelli che la normativa comunitaria e nazionale fissa come valori limite per la sicurezza alimentare.

Analogamente, i tassi standardizzati di incidenza dei tumori non risultano differire in maniera statisticamente significativa dal tasso provinciale e, anche nel confronto con altre aree territoriali, non appare emergere nel periodo considerato per la Bassa Valsugana un quadro "peggiore" rispetto ad altre aree territoriali, come anche per gli aborti spontanei che mostrano valori simili al dato provinciale.

 

 

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