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delle notizie di Corverde 2011
Motore di ricerca
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Controllo della diossina nel latte
materno in Trentino
Trento - "Risultati nella norma, senza differenze sostanziali fra i
residenti di Borgo e residenti in altre zone". Con queste parole oggi,
presso la Sala Rossa della Comunità Valsugana e Tesino, a Borgo
Valsugana, l'assessore provinciale alla salute Ugo Rossi ha presentato i
risultati del terzo studio condotto dall'Azienda provinciale per i
Servizi sanitari relativo al biomonitoraggio delle diossine nel latte
materno. Ad affiancare l'assessore provinciale, il direttore generale di
APSS, Luciano Flor; il direttore dell'U.O. Igiene pubblica e prevenzione
ambientale, Valter Carraro; il direttore del Dipartimento di
prevenzione, Marino Migazzi; il direttore del Dipartimento provinciale
politiche sanitarie, Livia Ferrario. In sala gli amministratori della
Comunità della Bassa Valsugana con il presidente Sandro Dandrea.
"Il nostro compito di pubblici amministratori - ha esordito l'assessore
provinciale alla salute e politiche sociali, Ugo Rossi - non è quello di
tranquillizzare la popolazione, ma di capire gli effetti della nota
vicenda delle Acciaierie in termini di ricadute sulla salute pubblica,
ovvero di certificare esattamente come è la situazione".
Accanto quindi alla ordinaria attività di monitoraggio dell'Azienda
sanitaria e di Appa, sono state avviate alcune campagne di
approfondimento, di cui oggi si è presentata la terza parte. "Le
indagini - ha spiegato l'assessore Rossi - sono proseguite su due filoni
di ricerca. La prima indirizzata a stabilire la presenza o meno di
metalli su capelli e urine in due gruppi di bambini, ricerca che ha
visto anche l'apporto dell'Associazione Medici per l'Ambiente. La
seconda diretta a verificare la presenza o meno di diossine nel latte
materno. Entrambe le indagini sono state condotte in collaborazione con
istituti terzi, l'Università di Brescia nel primo caso, nel secondo
l'Istituto superiore di Sanità, per garantire la piena trasparenza e
scientificità. I risultati - ha sottolineato l'assessore provinciale -
ci dicono che non ci sono differenze sostanziali fra Borgo Valsugana e
altre zone del Trentino o d'Italia".
Nessun elemento, dunque che faccia pensare ad emergenze sanitarie: "Ciò
non significa che l'attenzione sarà spenta - sono state le conclusioni
dell'assessore Ugo Rossi -, e non a caso è di questi giorni la notizia
dell'indagine che sarà condotta da Appa sulle Acciaierie. C'è la volontà
dell'amministrazione provinciale di tenere sotto controllo la
situazione, senza però criminalizzare l'azienda".
Indagini serie, dunque, con un approccio rigoroso, come ribadito anche
dal direttore generale Luciano Flor: "Noi qui ci assumiamo la
responsabilità di ciò che presentiamo, abbiamo affrontato l'analisi con
il massimo rigore e i risultati ci permettono di dire che Borgo
Valsugana è nella norma".
L'indagine ha riguardato due monitoraggi biologici per valutare
l'esposizione a metalli pesanti e a diossine. Si tratta di analisi che,
anche a livello europeo, sono del tutto straordinarie, infatti non erano
mai state condotte nella provincia di Trento.
Due gli studi condotti in Bassa Valsugana:
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Il biomonitoraggio dei metalli per valutare l’esposizione a metalli
pesanti e ad altri elementi metallici, mediante la determinazione
dei livelli di concentrazione di tali sostanze nei capelli e nelle
urine di un campione di popolazione infantile.
In
questo primo caso sono stati confrontati i risultati condotti su 58
bambini residenti fin dalla nascita nel Comune di Borgo Valsugana con 44
bambini di Caldonazzo di analoga età, residenti quindi in un'area
geografica molto vicina e verosimilmente del tutto simili per abitudini
alimentari e stili di vita ai coetanei di Borgo, ma non esposti alle
emissioni dell'impianto industriale di Borgo.
L'obiettivo era verificare se la popolazione residente nel comune di
Borgo Valsugana avesse un’esposizione maggiore a vari tipi di metalli,
inclusi i metalli pesanti, legata alla presenza di una sorgente
puntiforme, quale appunto un impianto industriale. L'indagine è iniziata
a metà maggio e si è conclusa a ottobre 2010.
Precisi i risultati: le concentrazioni dei metalli nelle urine e nei
capelli dei bambini, sia di Borgo che di Caldonazzo, hanno valori in
linea con i valori riscontrati in altri studi condotti su popolazioni di
bambini non esposti, riportati nella letteratura scientifica nazionale
ed internazionale. L'analisi è stata ripetuta e tutti i bambini
ricontrollati hanno presentato valori che non avevano alcun significato
biologico-tossicologico.
-
Il biomonitoraggio delle diossine nel latte materno per valutare
l’esposizione a diossine e sostanze diossino-simili, mediante
determinazione dei livelli di concentrazione di tali sostanze nel
latte materno di un campione di giovani mamme residenti nel Comune
di Borgo Valsugana e Comuni limitrofi (età media 28 anni). I dati
sono stati confrontati con un gruppo di donne residenti nella città
di Trento (età media 33 anni). La raccolta dei campioni di latte è
avvenuta all’inizio del secondo semestre 2010.
Nella nota dell’Istituto Superiore della Sanità, con cui vengono
comunicati i risultati, vengono riportate le seguenti conclusioni:
"Sulla base dei dati ottenuti, ed entro i limiti determinati dalla
ridotta numerosità campionaria, si può concludere che non si osserva per
le donatrici residenti a Borgo Valsugana un’esposizione incrementale a
composti diossina-simili (PCDD, PCDF, e DL-PCB) e a NDL-PCB. Per le
donatrici residenti a Trento si osservano concentrazioni nel latte degli
inquinanti di interesse superiori a quelle residenti nel Comune di Borgo
Valsugana e alcuni valori individuali che, pur ricadendo all’interno
dell’intervallo dei valori correnti osservati nei paesi Europei, si
collocano al di sopra dell’intervallo dei valori riportati nei pochi
studi disponibili per l’Italia relativi agli ultimi cinque anni. L’età
mediamente più elevata di questo gruppo di donatrici potrebbe essere in
parte responsabile dei valori comparativamente superiori osservati,
essendo le sostanze in oggetto bioaccumulabili ed essendo nota la
correlazione positiva tra aumento del carico corporeo ed età".
Le analisi condotte in precedenza dall'Azienda Sanitaria, i cui dati
sono già stati presentati, hanno riguardato controlli su matrici
alimentari - con verifiche su alimenti di origine animale e acqua
potabile -, e analisi dei dati dati epidemiologici della malattia
tumorale e dell'abortività spontanea. Per le verifiche sugli alimenti,
in nessuno dei campioni effettuati sono stati evidenziati valori
superiori a quelli che la normativa comunitaria e nazionale fissa come
valori limite per la sicurezza alimentare.
Analogamente, i tassi standardizzati di incidenza dei tumori non
risultano differire in maniera statisticamente significativa dal tasso
provinciale e, anche nel confronto con altre aree territoriali, non
appare emergere nel periodo considerato per la Bassa Valsugana un quadro
"peggiore" rispetto ad altre aree territoriali, come anche per gli
aborti spontanei che mostrano valori simili al dato provinciale.
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