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Nuovo piano per lo smaltimento dei
rifiuti in Trentino
Trento - È stato presentato il 29 aprile 2011, nel pomeriggio,
dall'assessore all'ambiente della Provincia autonoma di Trento Alberto
Pacher e dai dirigenti e tecnici di settore ai rappresentanti delle
istituzioni, degli enti locali e degli enti gestori, lo stato di
attuazione del terzo aggiornamento del Piano provinciale di smaltimento
dei rifiuti. "Dal 2001 - ha detto Pacher - abbiamo fatto passi da
gigante, passando da una raccolta differenziata inferiore al 20% ad
oltre il 65%. Ma non ci si può fermare. Il sistema delle discariche è
fragile costoso, oltre che destinato a decadere. Dobbiamo anche
recuperare dei ritardi ad esempio sul versante dello smaltimento
dell'organico, dove è necessaria una condivisione responsabile delle
scelte. Oggi però abbiamo tutte le potenzialità per fare uno scatto in
avanti". Per sintetizzare i dati principali, le principali voci positive
sono quelle relative alla riduzione dei rifiuti totali (con una
tendenza, però alla ripresa della produzione nei territori più
avanzati), e alla raccolta differenziata, per la quale sono stati
anticipati gli obiettivi nazionali che fissano una raccolta
differenziata al 65% entro il 2012, mentre in Trentino siamo già al 66%,
puntando a raggiungere il 70% di separazione dei rifiuti prodotti dal
cittadino quando tutte le rese saranno raggiunte. Gli aspetti sui quali
bisogna ancora lavorare intensamente riguardano la qualità della
differenziata, i rifiuti ingombranti (che devono essere dimezzati) e
l'impiantistica (vanno localizzati e realizzati gli impianti di
trattamento dell'organico e dell'indifferenziato). Necessario inoltre
insistere sull'applicazione della tariffa puntuale (che rappresenta lo
strumento obbligatorio del Piano nonché uno dei suoi principali
"motori") e sulla riduzione ulteriore del rifiuto residuo (13.000
tonnellate fra indifferenziati e ingombranti).
In apertura dell'incontro il vicepresidente della Provincia e
assessore all'ambiente Alberto Pacher ha parlato dei tema dei rifiuti
come di una cartina tornasole del senso di responsabilità presente in un
territorio. "è una
questione - ha detto - che dipende certamente dalle scelte politiche,
dalle soluzioni tecniche ma anche dal senso di responsabilità collettiva
delle persone. Per tanti anni il problema è stato risolto con le
discariche. Ciò significava lasciare alle nuove generazioni un'impronta
ambientale molto pesante. Era la logica dei tempi: in Trentino avevamo,
fra grandi e piccole, circa 400 discariche. Oggi ne abbiamo otto, ma il
sistema è in esaurimento. E' cambiata la legislazione, sono cambiati gli
obiettivi ma sono cambiate anche le sensibilità. Oggi siamo fra le
primissime posizioni in Italia, e di questo dobbiamo andare orgogliosi.
ma non possiamo fermarci. Siamo un territorio difficile, che presenta
delle disomogeneità forti. Accusiamo anche alcuni ritardi, ad esempio
sul fronte dello smaltimento dell'organico. Ma ci sono tutte le premesse
per un ulteriore scatto in avanti: dobbiamo definire in tempi brevi la
localizzazione di alcuni nuovi impianti, e dobbiamo farlo assieme. Non
credo sia giusto che la Provincia cali le sue scelte dall'alto. Possiamo
e dobbiamo decidere assieme."
Di condivisione ha parlato anche il presidente del Consiglio delle
Autonomie Marino Simoni, che ha ricordato gli importanti obiettivi
raggiunti - in alcuni territori la differenziata ha raggiunto l'80% - ma
anche gli ulteriori sforzi che vanno realizzati, sul versante
dell'impiantistica così come delle tariffe differenziate, in modo tale
da premiare i comportamenti virtuosi e innescare un effetto domino.
Vediamo ora alcuni dettagli relativi alla parte tecnica della
relazione sullo stato di attuazione del terzo aggiornamento del Piano
provinciale.
Va detto in premessa che sono stati investiti complessivamente fino ad
oggi circa 140 milioni di euro nel settore della raccolta differenziata
- centri di raccolta, ma anche informazione e promozione - consentendo
al Trentino di attestarsi fra le province più virtuose d'Italia (al
quarto posto nel 2008, secondo l'ultima comparazione disponibile).
Gli indirizzi strategici del Piano sono, come noto, la prevenzione e
la riduzione del rifiuto e il raggiungimento del massimo recupero di
materia possibile.
Per raggiungere questi obiettivi - è necessario intervenire
ulteriormente su più fronti, come esposto oggi ai sindaci, ai
rappresentanti delle Comunità di valle e alle altre autorità present
all'incontro tenutosi presso la sala della cooperazione.
L'applicazione della tariffa puntuale su tutto il territorio è lo
snodo principale: ad oggi questo strumento, obbligatorio nel Piano e la
cui applicazione è affidata agli enti gestori, è stato adottato su un
terzo del territorio. La tariffa viene applicata misurando la quantità
di residuo prodotto da ciascun utente; dove essa non è stata ancora
adottata è in vigore una tariffa presuntiva basata su coefficenti e
superfici di produzione.
Le strategie importanti che la Provincia - nell'ambito della Cabina
di regia istituita nel 2002 - sta portando avanti per il miglioramento
della raccolta differenziata sono principalmente due: la prima consiste
nella standardizzazione della raccolta degli imballaggi su tutto il
territorio (in sostanza, tutti i cittadini conferiranno rifiuti quali
bottiglie di vetro, plastica, lattine con gli stessi criteri, mentre
oggi su questo tipo di raccolta ci sono disomogeneità fra i diversi
territori che generano confusione nel cittadino e incidono negativamente
sulla qualità complessiva della raccolta); la seconda consiste invece
nella definizione dei criteri di assimilazione dei rifiuti prodotti
dalle piccole attività economiche, che dovranno essere, di nuovo, uguali
per tutti i bacini di raccolta. Questo ultimo aspetto ha grosse
conseguenze sul raggiungimento delle rese di raccolta differenziata,
sulla qualità della differenziata stessa e sui costi del servizio.
L'auspicio è di concretizzare entrambe le iniziative entro la fine del
2011, nella consapevolezza che si tratta di misure che richiedono la
collaborazione di tutti i soggetti coinvolti.
Ulteriori sforzi dovranno essere fatti anche sul versante
dell'impiantistica, in particolare per la frazione organica e il
residuo, che incidono per oltre la metà della produzione totale dei
rifiuti. L'organico attualmente viene conferito fuori provincia; il
residuo viene smaltito nelle otto discariche provinciali che però, anche
questa è cosa nota, andranno progressivamente ad esaurire la loro
funzione, anche perché la volontà della Provincia è di non lasciare in
eredità alle generazioni future ulteriori accumuli di rifiuti sul
territorio.
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