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ITALIA LEADER MONDIALE

NEL RECUPERO DEI RIFIUTI PERICOLOSI

 

IL CASO DELLE BATTERIE AL PIOMBO ESAUSTE:

IL FIORE ALL’OCCHIELLO DELL’ITALIA CHE RICICLA

 

Presentato il 6° Rapporto Ambientale del COBAT: 13 anni alla tutela dell’ambiente

 

Presentato a Roma il 6° Rapporto Ambientale del COBAT

 

Nell’ambito del Congresso Mondiale organizzato dall’ISWA – International Solid Waste Association – a Roma presso il Palazzo dei Congressi dell’Eur, si è tenuto oggi il convegno su “La raccolta e il riciclo delle batterie al piombo esauste, un esempio di sviluppo sostenibile”.

Il forum internazionale, intavolato dal presidente del COBAT, Giancarlo Morandi, ha visto la partecipazione di tutti i soggetti legati al ciclo di vita delle batterie al piombo ed è stato presieduto dal Sottosegretario di Stato all’Ambiente e Tutela del Territorio, on. Roberto Tortoli.

Nel corso del congresso è stato presentato il 6° Rapporto Ambientale del Consorzio, correlato da uno studio comparato dei sistemi internazionali messi in atto per trasformare il problema dello smaltimento delle batterie al piombo esauste in un’opportunità di tutela ambientale, recupero di materie prime e risparmio energetico.

 

Il sistema COBAT assicura all’Italia il corretto smaltimento delle batterie esauste

Nei suoi 13 anni di operatività il COBAT, istituito con una lungimirante legge voluta dal Parlamento, ha avviato a recupero oltre 2 milioni di tonnellate di batterie esauste, ha neutralizzato più di 300 milioni di litri di acido solforico ed è riuscito a soddisfare il 33% del fabbisogno nazionale di piombo con un risparmio medio annuale di circa 41 milioni di euro sui volumi da importare.

Il recupero avviene tramite i 90 raccoglitori incaricati dal COBAT che ritirano gratuitamente le batterie esauste presso tutti gli autoriparatori, nonché isole ecologiche e punti di raccolta di aziende di igiene urbana, imprese con alti consumi di batterie, ipermercati, porti e consorzi agrari. Le batterie esauste vengono poi consegnate ai 6 impianti consortili di riciclo.

 

La produzione di batterie in Italia

La produzione di batterie costituisce in Italia un’attività di rilievo. Le aziende italiane producono, infatti, batterie per tutti i segmenti di mercato e dimostrano una notevole capacità di innovazione.

Negli ultimi 15 anni, il settore ha operato una trasformazione radicale del meccanismo di produzione, consentendo rilevanti benefici ambientali, infatti, l’energia termica impiegata nelle operazioni di fusione della lega di piombo e le emissioni in atmosfera si riducono rispettivamente del 60% e dell’80%. Complessivamente il settore sviluppa un fatturato di circa 700 milioni di euro e dà lavoro ad oltre 3.000 persone.

 

La raccolta del 2003

 

Il Rapporto Ambientale, relativo all’esercizio 2003, ha evidenziato che gli operatori incaricati Cobat hanno recuperato 191.944 tonnellate di batterie esauste, con un aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente.

A livello nazionale, le stime disponibili indicano una raccolta di 200.444 tonnellate, di cui 8.500 tonnellate provenienti dall’attività di terzi.

Tra il 1992 ed il 2003 il parco circolante italiano è cresciuto del 21,6%, a fronte di un aumento della raccolta del 44%. Il Cobat è riuscito, quindi, ad aumentare in termini reali l’efficacia del controllo sulle batterie esauste che si generano nel nostro Paese, garantendo un corretto recupero di tutte le componenti valorizzabili.

 


 

I programmi e gli impegni nelle aree residuali

Nel 2003 sono continuate le iniziative volte a ridurre la dispersione delle batterie nei tre settori a maggiore rischio potenziale di il fai-da-te urbano, nautico ed agricolo. Lo strumento che si è rilevato particolarmente efficace per contrastare il pericolo di dispersione incontrollata nell’ambiente è stato quello di stringere degli Accordi con i principali referenti territoriali in grado di contribuire all’organizzazione di una raccolta capillare e mirata alle diverse esigenze degli utenti: Autorità locali e gestori della raccolta differenziata nei Comuni, Grande Distribuzione Organizzata e Autorità Portuali. L’anno scorso i Comuni convenzionati direttamente con il Cobat sono aumentati del 23% rispetto all’anno precedente, sono stati attivati gli Accordi con le maggiori catene della GDO, quasi 200 punti vendita, e installate 56 “Isole nel porto” in 26 porti italiani.

 

Minimizzato l’impatto ambientale delle attività di riciclaggio

Il sistema industriale degli impianti consortili nazionali utilizza un processo piro-metallurgico molto diffuso a livello mondiale nel settore specifico del riciclaggio dei rottami di batterie. Tale processo è stato selezionato tra i più efficienti, per quanto riguarda gli impatti ambientali, dall’European IPPC Bureau (Integrated Pollution Prevention Control) che lo elenca tra le Best Available Techniques per il settore della metallurgia non ferrosa.

Complessivamente nel 2003 i sei impianti di recupero hanno lavorato 241.600 tonnellate di batterie esauste e rifiuti piombosi, producendo piombo e leghe di piombo per un totale di 133.000 tonnellate.

Del piombo ottenuto circa l’80% è stato impiegato per la produzione di nuove batterie. Il bilancio ambientale del riciclaggio delle batterie esauste quest’anno ha registrato ulteriori riduzioni sia delle principali emissioni atmosferiche che dei consumi energetici.

 

Giancarlo Morandi Presidente del COBAT

 

Il sistema di raccolta e di riciclo delle batterie esauste messo in atto in Italia con l’istituzione del COBAT realizza un circolo virtuoso in cui la tutela dell’ambiente s’incontra con il recupero di risorse, la salvaguardia della salute collettiva e con il risparmio economico. Possiamo  dire - ha affermato l’ing. Giancarlo, Morandi Presidente del COBAT - che il nostro Consorzio rappresenta un esempio di sviluppo compatibile, tanto che oggi veniamo presi d’esempio da numerosi Paesi esteri.

 

 

 

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