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IL TEATRO DELL’OPERA GIOCOSA, RICONOSCIUTO "TEATRO DI TRADIZIONE",

ORGANIZZA LA PRIMA STAGIONE ESTIVA AL CASTELLO DEL PRIAMAR

SI INAUGURA CON IL BARBIERE DI SIVIGLIA

SAVONA, 30 giugno – 24 luglio, 2004 – Complesso Monumentale del Priamar

La lirica e i beni artistico-monumentali: il binomio virtuoso, ma poco frequentato nelle estati italiane, si rafforza con una nuova stagione che vede la luce a Savona, città rivierasca attraversata come tutta la Liguria da un ventata di novità e di riscoperta dei propri beni storico-culturali. Il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona ha ottenuto alcuni mesi or sono il prestigioso riconoscimento di "Teatro di Tradizione" con decreto firmato dal Ministro Giuliano Urbani. Sono poco più di una ventina i teatri in Italia che possono fregiarsi di questo titolo, il Teatro dell’Opera Giocosa è l’unico in Liguria, con la sola presenza del Teatro di Novara nel resto del Nord-Ovest. Come nuovo teatro di tradizione, l’Opera Giocosa organizza perciò la prima stagione lirica estiva, all’aperto, all’interno del Complesso Monumentale del Priamar.

Il Priamar, il cui nome tradotto dal dialetto ligure significa "pietra sul mare", è il luogo del primo insediamento storico della città di Savona, una cittadella fortificata a difesa di palazzi ed edifici religiosi. Il complesso fu ampliato nel corso del ‘500 dalla Repubblica genovese che lo rese uno dei più imponenti castelli d’Italia. Dal novembre 1930 al febbraio 1931 le sua mura rinchiusero Giuseppe Mazzini, che qui concepì la sua "Giovine Italia".

La città di Savona ha ultimamente individuato nel Priamar, suo gioiello, il luogo ideale per eventi culturali che abbiano un’eco nazionale ed internazionale.

La stagione lirica si snoderà dal 30 giugno al 24 luglio, con l’allestimento di opere del grande repertorio e con un concerto lirico.

Si inizierà con il "Barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini, che debutterà il 30 giugno per poi essere replicato il 2, il 4 e il 7 luglio. Il regista sarà Francesco Torrigiani, il direttore Giovanni Di Stefano, con l’Orchestra Sinfonica di Savona e il Choeur Philharmonique de Nice, diretto da Giulio Magnannini. Interpreti: Paolo Bordogna, che interpreterà Figaro, Paola Cigna, sarà Rosina, Sabina Cacioppo, prendera le parti di Berta, Luciano Di Pasquale, sarà Bartolo e, infine, Andrea Patucelli nel ruolo di Don Basilio.

 

Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini fu rappresentato per la prima volta al Teatro Argentina in Roma il 20 febbraio 1816. Tanto il libretto, ad opera di Cesare Sterbini, che la musica furono scritti con grande rapidità. Rossini firmò il contratto con l’impresario Francesco Cesarini-Sforza il 15 dicembre per un’opera da rappresentarsi nel carnevale 1816. Fu così che l’opera buffa probabilmente più amata al mondo prese luce in meno di tre settimane. Il soggetto è la celebre commedia di Beaumerchais, già musicata in altre occasioni, la più famosa delle quali, allora, era la versione di Giovanni Paisiello. Proprio per distinguerlo dal "Barbiere di Siviglia" del compositore di scuola napoletana, Rossini intitolò in un primo tempo la sua opera "Almaviva, ossia L’inutile precauzione". Con questo titolo andò in scena la prima al Teatro Argentina ma, come a volte incredibilmente accade per le opere più famose, fu un clamoroso fiasco. Diventato però un pieno successo già dalla seconda edizione. Al debutto la sfortuna si accanì, come la tradizione aneddotica racconta, con il povero compositore pesarese: incidenti ridicoli ai cantanti e addirittura un gatto nero che attraversò, disorientato, il palcoscenico, facendo echeggiare di risa il teatro. Tutti retroscena che lo stesso Rossini ricorderà in una lettera inviata anni più tardi a Wagner. Tra le disgrazie occorse ci sono quelle del tenore che interpretava Almaviva, che mentre era impegnato a cantare la serenata sotto la casa di Rosina, ruppe un corda della chitarra; poco dopo Don Basilio uscendo sul palcoscenico scivolò, rialzandosi evidenziava abbondanti versamenti di sangue dal naso. Ma la serata fu influenzata anche una frangia di pubblico deliberatamente ostile a Rossini, gli ammiratori di Paisiello, che rumoreggiarono durante l’intera opera. Una serata da incubo per il Maestro che secondo la consuetudine di allora suonava in mezzo agli orchestrali, accompagnando al cembalo. Addirittura si sentì in obbligo, quando più alti si levavano le risa o i clamori del pubblico, di alzarsi in piedi per applaudire ostentatamente gli interpreti. Dopo questo fiasco iniziale la fortuna cominciò ad arridere, giustamente, all’opera, che arrivò presto anche a New York, in una stagione organizzata da Lorenzo Da Ponte, il librettista di Mozart, che aveva certo fiuto per i capolavori. Perfino il filosofo Hegel ebbe a dire, nel 1824, che trovava "questo Figaro molto più attraente di quello di Mozart". Come sua abitudine, Rossini riciclò brani dai suoi lavori precedenti, ma la novità musicale del Barbiere rossiniano, la sua grande comicità, ne fecero l’opera buffa per antonomasia, divertente già dalla tessitura orchestrale, con gli strumenti protagonisti anch’essi come i cantanti in palcoscenico.

Dopo le comiche vicende di Figaro, quelle più drammatiche de "La Traviata", celeberrimo capolavoro di Giuseppe Verdi. Il regista sarà Stefano Monti e il direttore Julian Kovatchev. Naturalmente con l’Orchestra Sinfonica di Savona e il Choeur Philharmonique de Nice (diretto da Frederich Deloche). Debutto il 18 luglio con repliche il 20, 22 e 24. Gli interpreti principali sono Yolanda Auyanet nella parte di Violetta, Saverio Fiore in Alfredo, Massimiliano Gagliardo in Giorgio Germont, Giorgia Bertagni nella parte di Flora Bervoix.

Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 21:15, informazioni allo 019/854876. Agli sconti per over 65, under 18, associazioni musicali, Unitre e gruppi, si aggiunge uno sconto per i visitatori della concomitante mostra internazionale di ceramica "Bianco-blu", organizzata sempre all’interno del Priamar.

Ufficio stampa: Alessandro Acquarone, 019/82.14.90 - 335/59.30.470, ale.acquarone@tiscalinet.it

 

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