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La Stagione 2003/2004 al Teatro Valle:

le mille intersezioni della scena internazionale

InterValle è la scena nuova che L’Ente Teatrale Italiano affida alla sua sala più antica: la Stagione 2003/2004 libera i confini dell’arte proseguendo e potenziando la sua ricerca inter-nazionale di un teatro oltre le frontiere delle lingue e dei linguaggi, inter-sezione di generi e inter-mezzo di stili, attenti e vigili, mobili e desti, da sempre sostenuti dalla grande tradizione ma subito pronti ad inter-cettare le teorie del presente: prima le sollecitazioni della contemporaneità - giovani e novità – poi gli idiomi di un’Europa ancora da scoprire in quei Percorsi che, avendo già imparato a dialogare nel tempo, si sono prima manifestati, poi riconosciuti e quindi inseriti nell’arco di un’intera programmazione. Senza vincoli indissolubili, ma procedendo per sintonie trasversali, l’arte del teatro scardina le classificazioni a favore di alleanze ed intrecci. Allora la necessità di incontrarsi e guardarsi, integrarsi per coesistere, ha sdoganato le strade e le direzioni per rintracciarne la ricchezza negli inter-stizi nascosti ma inattesi.

Uno sguardo proteiforme e poliedrico sempre aperto sulle visioni di un presente che si lascia volentieri guidare dalla storia recente, forte di stimoli e personalità, ora emergenti ora dichiarate: dal dialetto popolare alla lingua straniera, dalla musica melodica al musical innovativo, dal rock al fado, dalla letteratura alla poesia, alle scritture di scena di registi che hanno segnato la nostra epoca. La gamma di proposte non può che essere ampia ed articolata: eventi e combinazioni, spettacoli d’arte e scenari esclusivi attivano, reciprocamente, segnali per rintracciare ogni possibile significato. Ma è anche il teatro dei ritorni, delle eccezionali presenze e degli assolo, quello della grande Russia e della Francia poliglotta, quello della vitale Germania e dell’Inghilterra rappresentata non solo dallo Shakespeare "nostro contemporaneo".

La presenza di compagnie nazionali ed internazionali insieme assicura la varietà di arrivi e partenze dall’Italia, scommettendo ora su permanenze lunghe ora su appuntamenti più brevi che mescolano una tradizione di stanzialità ad una di passaggio.

Il sipario si apre col regista franco-argentino Alfredo Arias che incontra il premio Oscar Nicola Piovani per provarsi in un insolito "concerto recitato": Concha Bonita (dal 4 al 7 dicembre in esclusiva e prima nazionale) segna il suo ritorno al Valle al quale rende omaggio con una versione appositamente pensata per quello spazio. Solo un preludio che annuncia altre sonorità melodiche: quelle di una Carmen (dal 9 all’11 dicembre in esclusiva e prima nazionale) danzata e cantata sugli impulsi rock di Gunilla Verbeke; ma anche quelle sensualissime del fado portoghese di Misia, impegnata nel lancio del suo nuovo Canto (il 13 e 14 dicembre prima nazionale). L’evento poi, che è la possibilità di un grande incontro, si presenta con l’arrivo di Patrice Chéreau in un one-man-show di rara intensità: Les Carnets du sous-sol (il 17 dicembre) "rende carne" l’opera di Dostoevskji in un vitale e fisico "corpo a corpo" con lo spettatore. Il Don Giovanni (dal 30 dicembre all'8 gennaio) invece riconquista l'interpretazione saggia di Arnaldo Ninchi, uno spettacolo di tradizione che riporta a teatro la memoria di un'antichissima famiglia d'arte. La sonorità delle lingue venete, insieme all’assonanza dei dialetti di Goldoni, caratterizza le Baruffe Chiozzotte (10 e 11 gennaio) messe in scena dalla compagnia friulana e istriana di Pierluca Donin.

Il respiro internazionale recupera una lunga e consolidata tradizione dell’Ente: la nuova scena tedesca è ancora una volta presente al Valle e si affida, quest’anno, alla figura di Stephan Kimmig, per la prima volta in Italia. Dopo i successi di Zadek, Bachmann, Sasha Waltz, Marthaler e Thalheimer, è la volta del quarantaquattrenne regista di Stoccarda che in Italia presenta Stella (dal 16 al 18 gennaio in esclusiva e prima nazionale) attingendo alla tradizione classica di J.W. von Goethe e fermando la contemporanea velocità delle passioni.

Dalla Germania alla Francia di un Italiano colà in esilio, di nuovo Goldoni con i Mémoires (dal 20 gennaio al 1 febbraio) rielaborati da Maurizio Scaparro e Tullio Kezich. Il regista rispolvera i ricordi di un commediografo davvero poliglotta: forte della tradizione di Mario Scaccia e dell’energia di Max Malatesta, egli rende omaggio alla Parigi di Moliére. Ed è la regia di Jacques Lassalle a ripercorrere le orme proprio di questo grandissimo autore nella messa in scena de La scuola delle mogli (dal 3 al 15 febbraio) che si avvale dell’interpretazione elegante di Giulio Bosetti.

Rimane indimenticabile La Bugiarda (dal 17 al 29 febbraio) scritta da Diego Fabbri per Rossella Falk: l’attrice, tra le più amate della scena non solo italiana, passa il testimone a Fiorella Rubino, ora impegnata in quell’interpretazione che pose la Falk sotto il segno della Compagnia dei Giovani, diretta da Giorgio De Lullo.

Tato Russo si spinge oltre manica e racconta le atmosfere gotiche de Il ritratto di Dorian Gray (dal 2 al 21 marzo), così il romanzo di Oscar Wilde diventa un musical ballato e cantato dal protagonista dell’estetismo decadente. Un personaggio mitico, la Regina Cleopatra, racconta il mistero de Le notti egiziane (dal 24 al 27 marzo prima nazionale) messe in versi da Aleksandr Puŝkin e decodificate da un grande maestro come Piotr Fomenko: una vicenda leggendaria riletta alla luce di tutta la cultura russa.

Capostipite: Giorgio Strehler lo è stato della generazione dei registi italiani del ‘900 con grandi opere che rivivono nella nostra memoria. Arlecchino servitore di due padroni (dal 30 marzo all’8 aprile) rappresenta uno stile, un modo di intendere la scena. Vicino e lontano come Lev Dodin, ancora un russo di tradizione altissima che torna a lavorare su Anton Cechov in Zio Vanja (dal 14 al 17 aprile) per sciogliere nelle armonie della recitazione corale le identità particolari delle voci singole.

Graditissimi, anche se di diversa natura, due attesi ritorni: il regista inglese, di origine irlandese, Declan Donnellan, dopo aver presentato la scorsa stagione un sorprendente Re Lear, ritrova il palcoscenico del Valle con Othello (dal 21 al 24 aprile in esclusiva e prima nazionale) affidandosi alla negritudine di Nonso Anozie. Eclettico, come l’autentica cultura napoletana, Peppe Barra ripropone i ritmi di Mareamarè (dal 27 aprile al 9 maggio) in un'edizione nuovissima diretta da Filippo Crivelli. Uno spettacolo delicatissimo attinge ancora alla letteratura russa: Le notti Bianche di Dostoevskji (dall’11 al 23 maggio) è il testo che, adattato ed interpretato da Fabio Poggiali e diretto da Rossella Falk, ha rappresentato l’Italia all’estero in occasione delle celebrazioni per la nascita di San Pietroburgo. Sono le tentazioni del corpo ad ispirare la drammaturgia di Rocco Familiari, L'Odore (dal 25 maggio al 6 giugno) rende protagonista l'amore passionale attraverso la fisicità di Enrico Lo Verso, diretto da Augusto Zucchi. Gran finale legato ancora al corpo dell'attore: Elisabetta Gardini (dall'8 al 20 giugno) interpreterà uno spettacolo ancora da definire.

 

Abbonamenti

Teatro Valle 2003/2004

 

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teatrovalle@libero.it

www.teatrovalle.it

 

ETI - Ufficio Stampa Silvia Taranta, Bianca Vellella

tel. 06/44013239.258

stampa@enteteatrale.it / stampa2@enteteatrale.it

 

UN NUOVO LOGO PER UN ALTRO TEATRO

 

Un Teatro antico che ha accolto sul suo palcoscenico prime assolute e debutti storici, giovani esordienti e mostri sacri, lingue straniere e dialetti, la musica e il silenzio dei passi di danza.

Il Teatro Valle è stato visitato nella sua lunga storia da mille pubblici, ribaltando palco e platea o aprendo i sotterranei, è stato guardato di volta in volta da prospettive diverse.

Ed ha sempre seguito il ritmo del suo tempo, lo ha anticipato ed assecondato, disegnando per sé ogni volta una nuova identità, capace di farne un punto d'incontro, di cultura, di scambi.

Il Nuovo Valle, oggi si presenta con un Nuovo Logo, un segno grafico che lo identifichi, che sintetizzi la sua storia, mettendo l'accento sulla sua costante tensione verso il futuro.

È stato scelto il movimento di una spirale per rappresentare il viaggio ininterrotto del teatro, l'inarrestabile spinta centrifuga della cultura scenica verso l'esterno, verso lo spettatore. Un percorso che ha il suo centro nel teatro, evocato come luogo fisico nella classicità dalle volute echeggianti quelle di un capitello, per irradiarsi in direzione di tutto ciò che è oltre lo spazio scenico.

Simbolo preciso, leggibile e riconoscibile, il logo ideato dallo Studio Grafico Orecchio Acerbo, accompagnerà in questa stagione una nuova immagine: occhi aperti per stimolare uno spettatore vigile e consapevole, attento alla contemporaneità della scena.

 

IL CALENDARIO

 

dal 4 al 7 dicembre

Théâtre National de Chaillot, Groupe TSE

CONCHA BONITA

di Alfredo Arias e René de Ceccatty

musiche Nicola Piovani

scene e costumi Françoise Tournafond

direzione musicale Nicola Tescari

regia Alfredo Arias

prima nazionale - in esclusiva per l'Italia

spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano

 

dal 9 all'11 dicembre

Toneelgroep Amsterdam / Muziektheater Transparant / Ruhr Triennale

CARMEN

testo Oscar van Woensel

regia Ivo van Hove

musiche Stef Kamil Carlens

scenografia Jan Versweyveld

prima nazionale - in esclusiva per l'Italia

spettacolo in lingua olandese con sopratitoli in italiano

 

13 e 14 dicembre

MISIA in

CANTO

concerto di Fado

management in Italia Aldo Miguel Grompone

prima nazionale

 

17 dicembre

LES CARNETS DU SOUS-SOL

PATRICE CHEREAU legge Le memorie dal sottosuolo

di Fedor Dostoevskij

traduzione André Markowicz

spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano

dal 30 dicembre all'8 gennaio

Compagnia Arnaldo Ninchi

ARNALDO NINCHI

DON GIOVANNI

di Molière

regia Arnaldo Ninchi

 

10 e 11 gennaio

Dramma Italiano HNR (Fiume-Croazia) / Teatri spa (Treviso)

A. Artisti Associati (Gorizia) / Atlantide Teatro di Verona (Verona)

LE BARUFFE CHIOZZOTTE

di Carlo Goldoni

regia Pierluca Donin

 

dal 16 al 18 gennaio

Deutsches Theater Berlin

STELLA

di Johann Wolfgang von Goethe

regia Stephan Kimmig

prima nazionale - in esclusiva per l'Italia

spettacolo in lingua tedesca con sopratitoli in italiano

 

dal 20 gennaio al 1 febbraio

Les Italiens

Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni"

Associazione Molière

MARIO SCACCIA

MAX MALATESTA

GAIA APREA

MEMOIRES

tratto dalle Memorie di Carlo Goldoni

adattamento Tullio Kezich e Maurizio Scaparro

regia Maurizio Scaparro

 

dal 3 al 15 febbraio

FMN Teatro Carcano

GIULIO BOSETTI

LA SCUOLA DELLE MOGLI

di Moliére

con Sandra Franzo, Emiliano Iovine, Enrico Bonavera

Elena Ferrari, Giorgio Bertan, Franco Passatore, Attilio Cucari

scene e costumi Guido Fiorato

musiche Giancarlo Chiaramello

luci Domenico Maggiotti

regia Jacques Lassalle

 

dal 17 al 29 febbraio

Falk srl

ROSSELLA FALK

LUCIANO VIRGILIO

AUGUSTO FORNARI

FIORELLA RUBINO

LA BUGIARDA

di Diego Fabbri

scene Orfeo Tamburi

regia Giorgio De Lullo ripresa da Rossella Falk

 

dal 2 al 21 marzo

Fondazione Teatro di Napoli

TATO RUSSO

IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

di Oscar Wilde

regia Tato Russo

 

dal 24 al 27 marzo

Piotr Fomenko Studio

LE NOTTI EGIZIANE

da Aleksandr Puškin

regia Piotr Fomento

management in Italia Aldo Miguel Grompone

prima nazionale

spettacolo in lingua russa con sopratitoli in italiano

 

dal 30 marzo all'8 aprile

Piccolo Teatro di Milano

ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI

di Carlo Goldoni

regia Giorgio Strehler

 

dal 14 al 17 aprile

Maly Drama Teatr San Pietroburgo

ZIO VANJA

di Anton Cechov

regia Lev Dodin

spettacolo in lingua russa con sopratitoli in italiano

 

dal 21 al 24 aprile

Cheek by Jowl

OTHELLO

di William Shakespeare

regia Declan Donnellan

con Nonso Anozie nella parte di Otello

prima nazionale - in esclusiva per l'Italia

spettacolo in lingua inglese con sopratitoli in italiano

 

dal 27 aprile al 9 maggio

Ente Teatro Cronaca

PEPPE BARRA

MAREAMARÈ

di Peppe Barra e Massimo Andrei

con Lino Cannavacciuolo, Paolo Del Vecchio, Ivan Lacagnina, Sasà Pelosi,

Gigi Fiscale, Mario Conte, Massimo Andrei
musiche Lino Cannavacciuolo

regia Filippo Crivelli

 

dall'11 al 23 maggio

Associazione Maurizio Poggiali

FABIO POGGIALI, SIMONA MASTROIANNI

LE NOTTI BIANCHE

di Fedor Dostoevskj

regia Rossella Falk

 

dal 25 maggio al 6 giugno

Auroville

L'ODORE

di Rocco Familiari

con Enrico Lo Verso, Paola Maffioletti, Cinzia Monreale, Augusto Zucchi

e con Davide Paganini

scene e costumi Antonio Fraddosio

musiche a cura di Luciano Francisci

aiuto regia e movimenti coreografici Paola Maffioletti

regia Augusto Zucchi

 

dall'8 al 20 giugno

SPETTACOLO DA DEFINIRE

con Elisabetta Gardini

 

GLI SPETTACOLI

dal 4 al 7 dicembre

Théâtre National de Chaillot, Groupe TSE

CONCHA BONITA

di Alfredo Arias e René de Ceccatty

musiche Nicola Piovani

scene e costumi Françoise Tournafond

direzione musicale Nicola Tescari

regia Alfredo Arias

prima nazionale - in esclusiva per l'Italia

spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano

L’idea di creare uno spettacolo intorno a Concha Bonita stimolava da tempo la fantasia di Alfredo Arias. Ma è stato, in qualche modo, il Teatro Valle a segnarne la nascita: due anni fa, in occasione dell’indimenticabile messa in scena "en travesti" de Le Serve di Jenet, il regista franco-argentino volle incontrare Nicola Piovani. Galeotto fu l’appuntamento dal quale prese avvio questo insolito "concerto recitato" il cui libretto è firmato, a quattro mani, con René de Ceccatty. Come un doveroso omaggio, dopo una tournèe europea di successi, Arias ha riservato a Roma una versione speciale, creata ad hoc per il Valle.

Sul palcoscenico un’interprete d’eccezione: Catherine Ringer, già leader di un eclettico gruppo rock di Parigi, indossa gli abiti della protagonista, circondata da un’orchestra multietnica e da cantanti italiani, argentini e francesi. Una fiaba musicale assolutamente originale per la quale diverse professionalità si misurano, per la prima volta, con situazioni atipiche: così, se la cantante rock debutta nella commedia musicale, il compositore premio Oscar scrive una partitura su libretto francese, assicurando un’integrazione sempre più forte tra musica e recitazione.

 

dal 9 all'11 dicembre

Toneelgroep Amsterdam / Muziektheater Transparant / Ruhr Triennale

CARMEN

testo Oscar van Woensel

regia Ivo van Hove

musiche Stef Kamil Carlens

scenografia Jan Versweyveld

prima nazionale - in esclusiva per l'Italia

spettacolo in lingua olandese con sopratitoli in italiano

Difficile definire questa Carmen a metà tra uno spettacolo teatrale e un concerto musicale, una struttura piena di suoni rock e un amalgama di motivi punk e percussioni blues. Sarà perché il regista belga che ha studiato da ballerino Ivo van Hove, ha scelto la partitura di musica e testi di Stef Kamil Carlens, leader e cantante di un gruppo pop belga, per rendere ancora più audace ed eccessivo il mondo della protagonista interpretata da Gunilla Verbene. Un turbine di passione ed esuberanza per flirtare con la vita, così questa rivoluzionaria versione del mitico personaggio di Bizet si presenta nei panni di una giovane donna sexy, quasi narcotizzata dall’effetto fortissimo dei suoni e stordita dai colori seducenti. Una ricerca di forza primitiva perché la ballerina di Siviglia pose la sua necessità espressiva non tanto nella psicologia della narrazione quanto nell’opportunità di sviluppare la sua emotività. Non manca il romanticismo tenue ma vivace dell’intreccio: brevi dialoghi frutto di una recitazione stringata, microfoni alla mano, per guidare la successione delle parole.

 

13 e 14 dicembre

MISIA in

CANTO

concerto di Fado

management in Italia Aldo Miguel Grompone

prima nazionale

Misia è la voce nuova del Fado, in rottura con questa musica e al tempo stesso alla costante ricerca della più vera tradizione del suono tipico del Portogallo.

La cantante ha scelto Roma - dove arriva per la prima volta - per presentare in Italia il suo ultimo disco, Canto, in un concerto che ripercorrerà le tappe del suo singolare percorso artistico.

Nata a Porto, Misia ha lasciato la sua terra giovane, alimentando attraverso la conoscenza di altre forme artistiche e di altre culture la saudade, la nostalgia per le sue radici, per il Portogallo e per il fado. Pagando sempre il tributo al passato, anche al più recente (a partire dall'arte di Amalia Rodriguez), Misia s'abbandona a questa musica per esaltarne le note tristi e amare, e aggiunge all'intensità della sua voce la passione e il vissuto del corpo, interpretando con il volto e le mani ogni singola nota, disegnando l'onda del ritmo con gesti e posture.

E riscopre l'ortodossia del fado, accompagnato dalla chitarra portoghese, dalla chitarra classica e del basso, per dare rilievo alla parola cantata, spesso i versi di grandi scrittori portoghesi messi in musica.

 

17 dicembre

LES CARNETS DU SOUS-SOL

PATRICE CHEREAU legge Le memorie dal sottosuolo

di Fedor Dostoevskij

traduzione André Markowicz

spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano

Vitale, intenso regista - di teatro di cinema d'opera - e singolare attore, Patrice Chéreau sale su un palco vuoto, da solo, per rivelare nell'intreccio della scrittura aspra di Dostoevskij il seme di un altro corpo malato, di un'anima bizzarra e triste.

Si descrive così l'autore/protagonista di Les carnets du sous-sol / Memorie dal sottosuolo «Sono un uomo malato… sono un uomo cattivo. Un uomo orrendo, ecco quel che sono».

È ad un altro personaggio che esplicita le sue deviazioni, i suoi desideri con il disagio fisico che Chéreau sceglie di dar voce. Perché Il corpo, nudo, seducente o tumefatto, di Intimacy come di Son frère, minato dalla passione o dalla malattia, visto in teatro e ripreso da una telecamera, è sempre per questo rigoroso artista il sacrario di istintive e primarie verità.

Anche la lingua di Dostoevskij, allontanata dalla traduzione di André Marcowicz da ogni pretesa di eleganza, si fa più fisica, il discorso si muove ironico e impudico tra correzioni, sbalzi temporali e pause, sottolineate dalla recitazione inquieta e divertita di Chéreau.

 

dal 30 dicembre all'8 gennaio

Compagnia Arnaldo Ninchi

ARNALDO NINCHI

DON GIOVANNI

di Molière

regia Arnaldo Ninchi

Arnaldo Ninchi attore di teatro e di cinema, regista, esperto e organizzatore, mette in scena un classico per eccellenza, il Don Giovanni di Molière in un allestimento improntato al garbo e alla grazia.

Cavallo di battaglia di grandi interpreti della scena internazionale, la vicenda del seduttore raccontata nei secoli e sezionata nelle sue diverse chiavi di lettura, offre a Ninchi la possibilità di mettere in pratica i tempi e i ritmi di una grande scuola della scena.

Si rinnova, infatti, la memoria delle grandi famiglie d'Arte: i Ninchi, da Annibale, Carlo, Ave e Sandro, hanno rappresentato una dinastia di straordinari teatranti, affettuosamente ricordata da Arnaldo nel libro La vocazione Teatrale, di recente pubblicazione, che ripercorre le emozioni di un fare teatro oggi inesorabilmente scomparso. Quello di suo padre Annibale, lo stesso che come un filo rosso ha segnato le carriere dei grandi del '900, da Zacconi, a Randone, a Gassman.

10 e 11 gennaio

Dramma Italiano HNR (Fiume-Croazia) / Teatri spa (Treviso)

A. Artisti Associati (Gorizia) / Atlantide Teatro di Verona (Verona)

LE BARUFFE CHIOZZOTTE

di Carlo Goldoni

regia Pierluca Donin

Sempre più il teatro contemporaneo sente la necessità di riscoprire tradizioni, ricollegarsi all'identità di un luogo, di riscoprire la forza evocativa delle più svariate anime linguistiche.

È questa volontà che ha animato il progetto di Luca Donin, ideatore e regista di un originale allestimento delle goldoniane Baruffe chiozzotte, interpretate da un gruppo di giovani attori veneti, friulani ed istriani.

Artisti scelti per riappropriarsi di un passato scenico comune, rintracciato a partire dalle assonanze linguistiche.

Regione teatrale per eccellenza, il Veneto ha ricchezza di sfumature, di intonazioni e dialetti, modi di dire e stili di vita: e lo sapeva bene Goldoni, che nelle Baruffe, straordinario meccanismo comico, per mettere alla berlina la grossolanità rumorosa e rissosa degli abitanti di Chioggia, parte proprio dalla lingua chiozzotta: «il fondo del linguaggio di quella città è il veneziano; ma la gente bassa principalmente ha de' termini particolari, ed una maniera di pronunziare assai differente… ciò ha formato nella rappresentazione una parte di quel giocoso, che ha fatto piacer moltissimo la Commedia».

 

dal 16 al 18 gennaio

Deutsches Theater Berlin

STELLA

di Johann Wolfgang von Goethe

regia Stephan Kimmig

prima nazionale - in esclusiva per l'Italia

spettacolo in lingua tedesca con sopratitoli in italiano

L’inquietudine e la sensualità dell’amore, sembrano caratterizzare i lavori dell’ultima generazione di registi tedeschi: dopo la passione rigorosa di Michael Thalheimer, arriva al Valle, per la prima volta in Italia, l’armonia efferata di Stephan Kimmig, artista quarantaquattrenne di Stoccarda.

Continuando la ricerca sulle nuove personalità della scena internazionale, l’Eti aggiunge un ulteriore tassello al già composito mosaico dell’arte europea: un interesse già avviato dai Percorsi Internazionali chiamati a guidare le espressioni ed ampliare i linguaggi del nostro teatro.

Infatti Stella, lo spettacolo appena presentato al Deutsches Theater di Berlino, attinge alla tradizione classica di J.W. von Goethe per rincorrere e fermare la velocità del presente. Il dramma del 1775 venne a lungo rielaborato, prima di essere messo in scena, esaurendosi in un finale tragico: la scabrosità di una vita a tre risolta nella serenità degli affetti, non poteva essere accettata dalla Francoforte settecentesca di Goethe. Così, il regista contemporaneo torna ad interrogare quelle indicazioni per scioglierle nelle nevrosi isteriche di personaggi vittime di una bucolica solitudine.

 

dal 20 gennaio al 1 febbraio

Les Italiens

Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni"

Associazione Molière

MARIO SCACCIA

MAX MALATESTA, GAIA APREA

MEMOIRES

tratto dalle Memorie di Carlo Goldoni

adattamento Tullio Kezich e Maurizio Scaparro

regia Maurizio Scaparro

Un omaggio al Teatro Italiano e alla sua caratteristica natura itinerante, quella necessità che diventò tendenza e poi peculiarità nei viaggi che i Comici dell’Arte muovevano alla volta della Francia. Nasce Mémoires, lo spettacolo che Maurizio Scaparro e Tullio Kezich hanno tratto dalle Memorie di Carlo Goldoni, affidandole all’interpretazione di Mario Scaccia nelle vesti del vecchio Goldoni e Max Malatesta il giovane commediografo, affiancati da Gaia Aprea.

Sulla base della grande testimonianza autobiografica della vita che Goldoni dedicò al teatro, Scaparro concepisce uno spettacolo ripercorrendo per frammenti le tappe fondamentali di quella esistenza: dalla gioiosa scoperta del teatro e dei "comici" ai successi delle commedie, dalla grande riforma teatrale realizzata non senza ostacoli, alla partenza per Parigi.

Ed è proprio l’esperienza francese a guidare, una volta di più, il progetto intorno all’Europa delle lingue: così, il regista ha saputo ispirarsi all’ultima commedia che Goldoni ha rappresentata a Venezia prima del suo "esilio" volontario oltralpe. Anzoleto è il protagonista di Una delle ultime sere di Carnovale e saluta commosso la sua Venezia prima di partire.

 

dal 3 al 15 febbraio

FMN Teatro Carcano

GIULIO BOSETTI

LA SCUOLA DELLE MOGLI

di Molière

con Sandra Franzo, Emiliano Iovine, Enrico Bonavera

Elena Ferrari, Giorgio Bertan, Franco Passatore, Attilio Cucari

scene e costumi Guido Fiorato

musiche Giancarlo Chiaramello

luci Domenico Maggiotti

regia Jacques Lassalle

Si erano già incontrati nel '94 per l'allestimento de Il malato immaginario, e si ritrovano oggi per allestire un'altra commedia di Molière: Giulio Bosetti sceglie ancora una volta la regia sobria, misurata del regista francese Jacques Lassalle per la messinscena di La scuola delle mogli.

L'allestimento del regista francese s'ispira all'innovativo impianto scenico già ideato da Christian Bérard per la storica messinscena di Louis Jouvet del 1936: Bosetti ne recupera le atmosfere, esaltando il gioco tra esterni ed interni, con il suo Arnolfo sottile ed ambiguo.

È proprio con la regia di questa commedia, infatti, che il Lassalle è stato chiamato nella passata stagione a partecipare al cartellone del théâtre Athénée interamente dedicata a Jouvet, per ricordare la sua opera nel cinquantenario della morte.

Per Lassalle, quindi, affrontare La scuola delle mogli - il dodicesimo Molière da lui messo in scena - è stato un lavoro speciale, non solo intorno ad un testo, ma sulle tracce di una delle sue più memorabili rappresentazioni.

 

dal 17 al 29 febbraio

Falk srl

ROSSELLA FALK

LUCIANO VIRGILIO

AUGUSTO FORNARI

FIORELLA RUBINO

LA BUGIARDA

di Diego Fabbri

scene Orfeo Tamburi

regia Giorgio De Lullo ripresa da Rossella Falk

Torna sul palcoscenico del Valle La bugiarda di Diego Fabbri, in uno spettacolo-omaggio che Rossella Falk dedica all'autore e a Giorgio De Lullo, il regista che per primo mise in scena quella commedia scritta appositamente per lei.

La Falk in questo allestimento ricava per sé il doppio ruolo di regista e di madre dalla bugiarda, passando il testimone a Fiorella Rubino. Sarà lei ad interpretare la pigra e svagata Isabella, la giovane protagonista che tesse quasi inconsapevolmente una rete d'inganni per districarsi dalle sue bugie d'amore sempre più intricate.

Lo spettacolo seguirà fedelmente la regia disegnata quarantacinque anni fa da De Lullo per la mitica Compagnia dei Giovani: una messinscena carica di verve ed ironia che esalta il meccanismo comico di Fabbri, tutto giocato sugli ambigui rapporti della "Roma bene" degli anni '30, in cui la vicenda è ambientata. Una società vivace che si muoveva tra il provincialismo italiano e il cosmopolitismo vaticano, colta in tutta la sua ambivalenza nelle coloratissime scene originali del pittore Orfeo Tamburi.

 

dal 2 al 21 marzo

Fondazione Teatro di Napoli

TATO RUSSO

IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

di Oscar Wilde

regia Tato Russo

Un unico amalgama di suggestioni e sensazioni per raccontare la lotta col tempo del classico dandy inglese: Il ritratto di Dorian Gray è il nuovo spettacolo di Tato Russo che sceglie atmosfere musicali di spessore gotico per tradurre in musical il gioioso effluvio verbale di Oscar Wilde.

Dopo la fortuna ritrovata e rinnovata negli ultimi anni da questo genere teatrale, il regista si lascia sedurre da un romanzo di cui aveva già scritto una trasposizione teatrale oltre 30 anni fa, lasciandola allora inedita. Poi la passione per la scrittura in musical ha incontrato le parole della prosa per intraprendere un percorso melodico completo: protagonista una Londra accesa di club e saloni dell’alta aristocrazia, ma anche una Londra povera piena di bettole e quartieri luridi della vecchia Soho. Una città sdoppiata dunque, dove sia l’estetismo decadente che il realismo concreto albergano nei luoghi affascinanti di una metropoli di fine Ottocento.

Dorian Gray costituisce il punto di incontro tra i due mondi, popolati da numerosi personaggi, alcuni dei quali sono venuti alla luce nel libretto, altri invece sono stati inventati, altri ancora rimangono solo immaginari.

 

dal 24 al 27 marzo

Piotr Fomenko Studio

LE NOTTI EGIZIANE

da Aleksandr Puškin

regia Piotr Fomenko

management in Italia Aldo Miguel Grompone

prima nazionale

spettacolo in lingua russa con sopratitoli in italiano

Arriva a Roma per la prima volta ma è già un personaggio leggendario: Piotr Fomenko è uno tra i maggiori registi europei e certamente il capofila del teatro contemporaneo russo. In esclusiva per il teatro Valle, propone Le notti egiziane, l’incontro tra la drammaturgia d’autore di Valerij Brjuson e le immagini poetiche di Aleksandr Puškin, nel quale l’eterno mistero del fascino di Cleopatra muove l’intera azione teatrale proprio come aveva ossessionato l’immaginario letterario del poeta.

Infatti nel 1824, in esilio, l’autore russo aveva dedicato alla Sovrana d’Egitto un poema lungo e una poesia breve, inediti. Alterne vicende, portarono alla pubblicazione di un’opera postuma, nel 1837, frutto di diverse rielaborazioni che, nel 1916, si arricchirono di una riscrittura. In prima nazionale il Teatro Atelier di Fomenko allestisce una festa composita ed emozionale arredata da una scena ingegnosa di candele ed abiti sinuosi nella quale l’ironia si abbina alla tristezza, il movimento alla recitazione superba, il calore della seduzione al rigore della tradizione.

 

dal 30 marzo all'8 aprile

Piccolo Teatro di Milano

ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI

di Carlo Goldoni

regia Giorgio Strehler

Uno spettacolo diventato la bandiera di un modo d'intendere e fare teatro, da più di cinquant'anni in giro per il mondo a rappresentare lo stile di un grande maestro della scena.

Arlecchino servitore di due padroni è la prima regia firmata da Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano, andato in scena nel luglio del '47 qualche mese dopo la fondazione.

Attraverso questo classico della scena portato sul palcoscenico del Valle, l'Eti arricchisce il suo tributo a Strehler, affiancandolo al mozartiano Così fan tutte in programma al Quirino, la prima e l'ultima delle creazioni di un indimenticato maestro del teatro.

Dal 1947, rinnovato nella struttura e nel ritmo nell'arco di dieci edizioni, Arlecchino ha rappresentato il teatro italiano sui palcoscenici internazionali, appassionando spettatori di diversi paesi, lingue e culture.

Filo rosso della vita artistica di Strehler, questo spettacolo è pura teatralità, sublimazione dell'arte scenica che attinge al mestiere dell'attore filtrandolo con la parola letteraria di Carlo Goldoni.

 

dal 14 al 17 aprile

Maly Drama Teatr San Pietroburgo

ZIO VANJA

di Anton Cechov

regia Lev Dodin

spettacolo in lingua russa con sopratitoli in italiano

Un approccio diretto alla scena che si affida alla maestria degli attori per questo nuovo lavoro di Lev Dodin su un testo di Cechov: Zio Vanja segna il ritorno del maestro russo a Roma insieme ai suoi attori straordinari capaci di costruire, con amore e professionalità, uno spettacolo commovente e

autentico, una lezione di grande teatro. Un autore particolarmente congeniale al regista russo che abbina la pienezza della scrittura cecoviana alla particolare suggestione dei personaggi e dei particolari della loro quotidiana esistenza.

Dopo Il giardino dei ciliegi e Platonov, Dodin libera la vicenda di amori non consumati e di passioni vissute in silenzio attraverso l'intensa resa di un'umanità straordinaria. È l'attore ad incontrare a quattr'occhi lo spettatore per consentirgli di affrontare la profondità dell'animo umano. Lontano dalle scene di massa, in questo testo del 1899 mancano le metafore sceniche e la musica, mentre gli unici effetti speciali sono affidati alle parole del testo, senza artifici e senza la rappresentazione. Una totalità di suoni e armonie in cui ciascuna voce è una voce particolare.

 

dal 21 al 24 aprile

Cheek by Jowl

OTHELLO

di William Shakespeare

regia Declan Donnellan

con Nonso Anozie nella parte di Otello

prima nazionale

in esclusiva per l'Italia

spettacolo in lingua inglese con sopratitoli in italiano

Un altro emozionante incontro con l'inesauribile universo shakespeariano per Declan Donnellan, uno dei registi più vitali e all'avanguardia nel contemporaneo panorama teatrale inglese.

Questa volta è al moro Othello che rivolge la sua attenzione, affidandosi di nuovo alla vigorosa fisicità interpretativa del giovane Nonso Anozie, già straordinario protagonista del King Lear prodotto dalla Royal Shakespeare Company visto lo scorso anno sul palcoscenico del Valle per i Percorsi Internazionali.

Donnellan si soffermava sul personaggio di Lear per sondare le tragiche conseguenze dell'Amore quando è assenza sofferta: Othello, invece, viene riletto quasi fosse un thriller sospeso tra paranoia, alterità e sesso, tra necessità politica e passione d'amore.

Otello è l'elemento estraneo e dirompente in una società in precario equilibrio: necessario per scongiurare la minaccia di un'invasione, il nero generale resta sempre uno straniero disprezzato e temuto, che si eleva ad eroe e nell'esaltarsi condanna se stesso alla distruzione.

 

dal 27 aprile al 9 maggio

Ente Teatro Cronaca

PEPPE BARRA

MAREAMARÈ

di Peppe Barra e Massimo Andrei

con Lino Cannavacciuolo, Paolo Del Vecchio, Ivan Lacagnina, Sasà Pelosi,

Gigi Fiscale, Mario Conte, Massimo Andrei
musiche Lino Cannavacciuolo

regia Filippo Crivelli

Un incontro tra il canto delle maree e i ritmi della musica mediterranea: dopo la fortuna della passata stagione, torna Mareamarè, lo spettacolo nel quale rintracciare gli influssi dei canti arabi, della tradizione andalusa, della chanson francese e del sirtaki greco. In una nuovissima edizione, per la prima volta diretta da Filippo Crivelli, la forma moderna della favola antica del cunto, scompagina lo schema tradizionale per ricondurre quella lontanissima narrazione nel racconto dei migranti che attraversano il mare. Le diverse culture e identità di questi "viaggiatori" si mescolano, a dimostrare che la marea, in fondo, è il continuo incontro e scambio tra tutte le culture e le persone.

Accanto a Peppe Barra, Massimo Andrei, un attore e autore capace di esaltare le atmosfere di quei sogni, insieme alle sonorità di Lino Cannavacciuolo, violinista eclettico di estrazione classica, che interpreta la tradizione in una chiave ritmica e percussiva. Ritmi trascinanti, già spazi di galvanizzante energia per ogni melodia popolare, da Napoli al mondo, dalle tammurriate alla suggestione della trance.

 

dall'11 al 23 maggio

Compagnia Rossella Falk

Associazione Maurizio Poggiali

in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi

FABIO POGGIALI, SIMONA MASTROIANNI

LE NOTTI BIANCHE

di Fedor Dostoevskj

adattamento Fabio Poggiali

voce registrata Giorgio Albertazzi

regia, scena e costumi Rossella Falk

Atmosfere impalpabili e paesaggi rarefatti dal desiderio d’amore per raccontare Le notti Bianche, l’adattamento di Fabio Poggiali del celebre testo di Fedor Dostoevskij: lo spettacolo che, ha rappresentato l’Italia all’estero in occasione delle celebrazioni per la nascita di San Pietroburgo, si avvale della regia di Rossella Falk, capace di mettere in evidenza tutti i colori tipici di accenti delicati come la purezza di un idillio.

La vicenda romantica del Sognatore (Fabio Poggiali) che salva la giovane Nastenka (Simona Mastroianni) dall’attesa vana e disperata di un terzo uomo (la cui presenza-assenza è assicurata dalla voce registrata di Giorgio Albertazzi) rappresenta una tra le opere più poetiche della letteratura russa. Così, se nel film che vinse il Leone d’Argento a Venezia nel 1957, Luchino Visconti aveva affidato alla malinconia di Marcello Mastroianni e Maria Schell, un apologo sulla precarietà della vita, la versione presentata al Valle considera il racconto come un commovente poema sulla giovinezza e sul primo amore. Quattro notti magiche in una Pietroburgo radiosa e deserta adatta ad accogliere il sogno di un’avventura meravigliosa.

 

dal 25 maggio al 6 giugno

Auroville

L'ODORE

di Rocco Familiari

con Enrico Lo Verso, Paola Maffioletti, Cinzia Monreale, Augusto Zucchi

e con Davide Paganini

scene e costumi Antonio Fraddosio

musiche a cura di Luciano Francisci

aiuto regia e movimenti coreografici Paola Maffioletti

regia Augusto Zucchi

Una storia torbida ed ambigua, un rapporto mediato in cui l'intimità, forse deviata, aiuta due reclusi ad astrarsi dalla situazione coatta in cui vivono.

L'odore di Rocco Familiari (che debutterà al prossimo Festival di Spoleto)racconta la vicenda di una anomala coppia, un anziano ergastolano e una giovane libera che continuano a vivere la loro passione grazie alla mediazione di un giovane in semi-libertà, compagno di cella

del condannato.

Il testo si affida alla regia di Augusto Zucchi, già avvezzo alla scrittura di Familiari, che riserva per sé il ruolo dell'ergastolano, e sceglie il volto intenso di Enrico Lo Verso per raccontare le emozioni di questo insolito amante, capace di trasmettere le energie dell'amore attraverso il suo corpo.

 

dall'8 al 20 giugno

SPETTACOLO DA DEFINIRE

con Elisabetta Gardini

 

Si ringraziano per la collaborazione

The British Council

Goethe-Institut, Rom

Ambasciata di Francia

Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi

Ambasciata del Portogallo

Ambasciata della Federazione Russa

 

un ringraziamento particolare a Roberto Pisoni e Leonardo Mannella per la realizzazione del Video

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